Le donne del sindacato difendono i consultori pubblici
I Coordinamenti Donne CGIL CISL UIL si sono riunite in occasione dell’8 marzo
«Siamo qui per difendere e rimarcare il ruolo sociale dei consultori familiari. Questo è il tema che abbiamo deciso di affrontare in occasione dell’8 marzo» dice Sandra Fragassi della CISL, rivolgendosi alle delegate dei coordinamenti Donne CGIL CISL UIL Varese e Ticino Olona, riunitesi oggi in assemblea all’Aloisianum di Gallarate.
Il sindacato al femminile si ritrova unito nel segno del rispetto di una istituzione nata con la legge 405 del 1975. In provincia di Varese è sorto, con l’ultima delibera del precedente gruppo dirigente dell’ASL ( maggio 2002), la questione del numero dei consultori pubblici da mantenere. La delibera incriminata ne aveva esclusi quattro dall’accreditamento. La motivazione data dall’ex direttore era che in provincia ce ne sarebbero stati comunque attivi sempre dodici, compresi i quattro privati, rimarcando che in un’ottica di riorganizzazione si dovevano considerare i criteri di economicità e risorse umane adeguate.
«Ma non si liquidano servizi pubblici senza un confronto con i comuni e con i sindacati» attacca Sberbiglieri ( CGIL). «Chiediamo pertanto il mantenimento dei consultori esistenti e l’accreditamento ( necessario per operare come prevede la Legge Regionale) di quelli esclusi. Ma non vogliamo che diventino delle semplici scatole vuote, occorre rimpolpare anche l’organico a tutela delle prestazioni e della funzionalità. Attualmente – precisa- in provincia rimane scoperta il 40 % dell’utenza».
Ora la palla passa al nuovo gruppo dirigente che deve districarsi con un piano socio sanitario triennale che prevede il rilancio e l’omogeneizzazione dei servizi per i cittadini. E alle richieste sembra rispondere positivamente il neo direttore generale Pierluigi Zeli: «Concordo con il ripristino dei 12 consultori, uno per distretto. La mia convinzione di dirigente pubblico è che la sanità deve essere al servizio della gente. Purtroppo – continua- devo rispettare dei vincoli finanziari che un po’ limitano le iniziative». Sollecitato dalle presenti sul tema del confronto Zeli non si tira indietro: «Sono per il dialogo affinché si arrivi più spesso possibile a compiere scelte che siano condivise da ogni attore sociale, dirigenti, sindacati o assemblee dei sindaci». Intanto la nuova dirigenza ha approvato una delibera, la settimana scorsa, ad integrazione di quella del maggio 2002 per far tornare operativi i quattro centri esclusi (Varese, Castellanza, Somma, Azzate). L’incontro odierno, ha avuto anche un secondo scopo: quello di raccogliere fondi per lo sminamento in Bosnia. La sottoscrizione denominata “tre euro per un metroquadro di vita, permetterà di liberare il territorio bosniaco da quel pericolo latente e subdolo che sono le mine antiuomo”. L’anno scorso sono stati raccolti 13000 euro.
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