Quanti secoli ancora per la caserma dei carabinieri?
Maria Elena Favaro Capogruppo "Uniti per Vergiate", espone il problema cercando di coinvolgere 5 amministrazioni comunali per trovare una soluzione comune
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Riceviamo e pubblichiamo La Prealpina, quotidiano della nostra provincia pubblica giornalmente una rubrica con notizie curiose di fatti pubblicati sullo stesso giornale cento anni or sono. Sabato 8 Marzo è stata richiamata tra i vari fatti anche la notizia del preoccupato allarme espresso dal sindaco di Vergiate cento anni fa. In sostanza l’8 marzo 1903, il primo cittadino di Vergiate, assillato dall’ondata di violenza che negli ultimi tempi si stava creando, denunciava la necessità di avere una Caserma sul territorio. Due omicidi e una serie di ferimenti anche gravi erano accaduti in meno di due anni. La popolazione, giustamente preoccupata, chiedeva maggiore sicurezza. Oggi, nell’aria aleggia la stessa apprensione e la richiesta di sicurezza non è cambiata. Dopo quasi 100 anni, il primo Governo di centro-sinistra ha riconosciuto a Vergiate il diritto ad avere una Caserma ma purtroppo con l’avvento del Governo di Berlusconi tutto si è fermato a quel riconoscimento. E’ per questo che ci domandiamo se dovremo attendere altrettanto tempo per vedere l’opera realizzata. Il Gruppo Uniti per Vergiate ha già più volte evidenziato la totale assenza del Governo, il quale non garantisce una copertura finanziaria e le false promesse del Presidente della Regione Lombardia, Formigoni, il quale promise, proprio durante la campagna elettorale del Maggio 2001, di mettere a disposizione un fondo di 50 miliardi di lire a quei Comuni a cui è stata riconosciuta la necessità di avere una Stazione dei Carabinieri. Governo, Regione e Provincia sono governati dagli stessi partiti che a Vergiate fanno polemica contro il centro-sinistra. Sarebbe meglio che gli stessi usassero meglio le loro energie, magari per sollecitare i loro colleghi di partito affinché in tempi brevi si trovi una soluzione a questo "secolare" problema, perché la giustizia e la sicurezza non sono ne di destra ne di sinistra ma un bene per tutti i cittadini Ad oggi, invece, solo il Comune si è attivato per trovare un sito rispondente ai requisiti necessari per la sua costruzione, dichiarandosi disponibile ad assumersianche delle responsabilità economiche non proprie. L’Amministrazione Comunale si sta impegnando investendo risorse in progetti validi e duraturi perché ritiene la sicurezza una priorità ma è impensabile che possa sostituirsi a Stato e Regione. Lanciamo un appello alle 5 Amministrazioni della provincia di Varese – Induno Olona, Samarate, Cardano al Campo, Uboldo – che si trovano nella stessa condizione a riunirsi e trovare una linea di intervento comune. Maria Elena Favaro |
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