Camelot, investimenti milionari

Gallarate – Si comincia dall'Hospice per malati terminali. Approvato il bilancio, aspre critiche solo dal Prc

«Abbiamo richieste di visite guidate nella casa di riposo, la nostra struttura è ormai a livelli di eccellenza in Lombardia». Giudizi positivi sulla gestione della Rsa Camelot. Il consiglio comunale ha approvato il bilancio pluriennale 2003-2005, con i voti favorevoli del centrodestra e del gruppo misto e l’astensione del centrosinistra. Contraria Rifondazione Comunista.
Il presidente Carlo Bonicalzi ha spiegato le opere in cantiere. La relazione programmatica punta molto sulla formazione e sensibilizzazione del personale. Sul fronte degli investimenti il primo obiettivo è la realizzazione dell’Hospice per malati terminali: la procedura d’appalto è iniziata, dalla Regione arriveranno 764mila euro nel 2004, un altro milione di euro diviso tra 2003 e 2004 è classificato come «integrazione al contributo regionale». L’Hospice sorgerà nell’attuale rustico su via Padre Lega.
Il 2003 sarà l’anno della certificazione di qualità. Previsti il consolidamento del centro di riabilitazione e dell’assistenza domiciliare. Sono stati ultimati a fine 2002 i lavori di adeguamento della foresteria, che diventa una unità da 20 posti per il coma.
Curiosa la premessa culturale al bilancio: offriamo servizi ai Clienti ed eroghiamo assistenza alla persona «senza alcun inquinamento con la beneficenza». Impostazione criticata da Massimo Barberi (Prc): «La parola cliente è sbagliata. Tra beneficenza e rapporti di tipo commerciale – ha detto – c’è una terza via, quella dei diritti del malato». Il direttore Giancarlo Durante ha difeso il documento: «Il paternalismo è autoritarismo, la nostra invece è una scelta chiara, loro pagano, noi dobbiamo fornire il massimo servizio».
Proprio sul costo delle rette c’è stata l’unica critica rivolta dal centrosinistra, che ne chiede l’abbassamento. La Camelot ha ricavi molto alti dalle rette, ma la dirigenza le ritiene necessarie per la qualità.
Rifondazione ha però piazzato un altro affondo citando l’alto turn over tra i dipendenti e l’uso di contratto flessibili, portandoli ad esempio di problemi irrisolti. Non è un mistero per nessuno che il sindacato ebbe feroci scontri con l’attuale direttore. Durante è stato vivace come sempre: «I lavoratori non sono una categoria dello spirito. C’è chi lavora bene e chi no».
Polemiche appena accennate. Sono lontani i tempi degli scontri a mano armato sulla Camelot. Oggi la struttura ospita 120 degenti e nonostante le rette non proprio economiche è le domande sono tante.

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Pubblicato il 15 Aprile 2003
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