La corsa a ostacoli degli stranieri
Provincia – Taglieggiati dagli sfruttatori o rovinati dalla perdita del posto. Storia di una trafila lunga e tormentata
Un calvario, il cammino degli stranieri per la regolarizzazione voluta dalla legge Bossi-Fini. La legge non sempre c’entra, ma il danno rimane. Ieri si è tenuto un summit palazzo di giustizia per esaminare il caso di 300 immigrati truffati da un’agenzia che utilizzava documenti falsi per la regolarizzazione: tenerli o espellerli? Altri due casi esemplari (i nomi sono di fantasia) sono stati seguiti dalla Onlus Cittadini del mondo, associazione di Sesto Calende che si occupa di alfabetizzazione, doposcuola e corsi di informatica. Victor, cameriere ecuadoregno con famiglia a carico, aveva iniziato la pratiche a gennaio. Un mese dopo, il ristorante dove lavora, la Baita di Corgeno, viene distrutta da un incendio. Perde il lavoro e senza un datore non può continuare la trafila. Stessa sorte quella di Ainadou, senegalese impiegato in una fonderia di Mornago. Il medico lo obbliga a licenziarsi, a causa di una polmonite cronica. Senza datore di lavoro, niente regolarizzazione.
Giovanni Chinosi, responsabile di Cittadini del mondo, traccia un’analisi molto negativa della Bossi-Fini: «Questa legge ha peggiorato le condizioni di vita degli immigrati – dice – perché sono alla mercé di capricci e imbrogli. Lo straniero non è considerato dalla legge un soggetto, non è libero di fare le pratiche da solo, ma deve sempre avere qualcuno che garantisca, come se fosse, tra virgolette, comprato da un padrone che lo rappresenti».
Fin qui le critiche da parte di chi rappresenta gli stranieri. Ma anche da parte dei datori di lavoro c’è stata più di una sottolineature. A Milano Assolombarda ha criticato fortemente l’intervento del Ministro Maroni che congelava l’accordo per concedere regolare permesso di lavoro a chi cambiava occupazione nel mezzo della sanatoria. A Varese alcune associazioni datoriali hanno rimarcato l’importanza di quell’accordo, riabilitato proprio nei giorni scorsi da un intervento del Ministero dell’Interno.
Questura e Prefettura di Varese, un mese fa, furono
all’avanguardia nel presentare un piano che accelerasse le pratiche e un modulo “nullaosta” per regolarizzare anche chi cambia lavoro. Oggi, è una soluzione accetatta anche dal Governo. Dopo pasqua arriverà un modulo unico da Roma. Una vittoria per sindacati, associazioni e per gli imprenditori che hanno chiesto regole più chiare e meno cavillose.
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