Legambiente: «No al cemento nella piana del Margorabbia»

L’appello lanciato dal Presidente del Circolo di ambientalisti “Valcuvia e Valli del Luinese” Alberto Tarroni

riceviamo e pubblichiamo

C’era una volta la piana del Margorabbia, una delle poche aree dove l’agricoltura non doveva scontrarsi con le asperità della montagna. C’era una volta, in questa piana, una frazione di Montegrino, Riviera. Qui, quando ancora la provincia era quella di Como, si vincevano premi per le colture e l’allevamento e le mucche erano molto più numerose delle persone. Oggi di quella storia sono rimasti quasi solo i nomi. Quasi, perché qualcuno ancora si ostina a pensare che la terra possa essere coltivata anche da noi. C’è chi porta avanti attività agrituristiche, di gran moda oggi. Forse non tutti sanno, però, che per avere la possibilità di esporre il simbolo degli agriturismo lombardi bisogna rispettare per legge certe regole, avere la propria terra, le proprie semine ed i propri animali. La Comunità Montana, la Provincia e la Regione incentivano queste attività. Allora, tutto bene? Non proprio. Molti comuni della piana, per rimediare i soldi che non ricevono più da Roma, si affannano a cercare di guadagnare svendendo il territorio. Le poche aree coltivabili vengono trasformate in edificabili. Il loro valore si moltiplica per venti, diventando interessante per gli speculatori in questo periodo in cui la borsa non tira da anni. I contadini non possono più comprarle o affittarle e, se i terreni sono i loro, devono pagare imposte comunali più alte. É quello che il comune di Montegrino vuole che accada, con il nuovo piano, proprio a Riviera. Le zone industriali dei comuni limitrofi, a poche centinaia di metri, non sono affatto state riempite, ma Montegrino vuole la propria. Il Sindaco sa quali sono le regole che permettono a certi operatori di vivere, perché è assessore all’agricoltura in Comunità Montana e presidente del MIPAM. Però, mentre da una parte si organizzano piani e convegni, dall’altra si rendono edificabili i campi. Qualcuno forse pensa che le patate si possano coltivare sui tetti di cemento?

Alberto Tarroni
Legambiente – Presidente Circolo Valcuvia e Valli del Luinese
Direttivo Regionale Lombardo

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Pubblicato il 22 Aprile 2003
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