Pendolari e ferrovie, il braccio di ferro continua

Le associazioni di viaggiatori soddisfatte per i primi passi fatti dalla regione, ma resta alta la guardia dei comitati sulla qualità del servizio

La protesta degli utenti dI Ferrovie Nord e dello Stato, costituitisi in comitati da un anno a questa parte per combattere il disservizio sta dando i primi frutti secondo gli stessi aderenti alle associazioni. Questo ad un anno dall’entrata in vigore degli aumenti tariffari decisi dalla Giunta Regionale in seguito all’approvazione della legge regionale 1/2002. Sono infatti 15.000 le firme finora raccolte tra i viaggiatori per denunciare i disservizi e gli aumenti che soprattutto nello scorso inverno hanno causato ampi disagi su diverse tratte. Ma questo è servito a qualcosa. «Grazie al confronto messo in atto con la Giunta Regionale ed i Gestori dei servizi ferroviari (Trenitalia e FNME), hanno preso avvio numerose iniziative volte a migliorare la qualità del servizio ferroviario, sia dal punto di vista della gestione (Carta dei Servizi regionali, Contratto di Servizio, Monitoraggio, Bonus), che negli impianti e nel materiale rotabile – spiegano i responsabili del coordinamento viaggiatori. La Regione ha così accolto il principio fondamentale che chi paga per un servizio, senza poterne adeguatamente usufruire, ha diritto ad un risarcimento e, in conseguenza di ciò, ha chiesto ai Consigli di Amministrazione dei Gestori di approvare modifiche al Contratto di Servizio in corso che prevedano l’innalzamento dell’indice di affidabilità al 93,75% per Trenitalia e al 95,5% per FNME, fissando così degli indicatori di qualità per la puntualità notevolmente più elevati di quelli attualmente vigenti».

Questo si traduce nel fatto che, se tali valori, calcolati mensilmente, non sono raggiunti su una determinata linea, verranno riconosciuti agli abbonati di quella linea rimborsi pari al 10% dell’importo dell’abbonamento mensile e del 5% sulla quota relativa ai mesi per i quali il bonus è stato riconosciuto, degli abbonamenti annuali. Poiché il bonus viene computato a partire dal 1° gennaio scorso, è opportuno che i pendolari conservino sin da ora gli abbonamenti scaduti. Il Coordinamento ritiene infatti che il meccanismo dei bonus, inizialmente imperfetto e sperimentale, dovrà venire progressivamente migliorato sia nell’estensione degli aventi diritto, sia nei parametri di qualità. Il sistema degli indennizzi dovrà dunque necessariamente restare a garanzia degli obblighi contrattuali sulla qualità del servizio.

Per questi motivi, il Coordinamento, mentre sollecita Trenitalia ed FNME ad una risposta affermativa, «continuerà nella propria azione di monitoraggio su tutti i parametri di qualità».

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Pubblicato il 10 Aprile 2003
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