«Ripartiamo dalle società dilettantistiche»
Al convegno organizzato dalla provincia, il sottosegretario Pescante ha illustrato la sua ricetta per rilanciare lo sport in Italia
«Lo sport italiano è in crisi? Dobbiamo ripartire dalle società dilettantistiche».
Questo è il monito lanciato dal
sottosegretario Mario Pescante durante il convegno "Largo allo sport ", che si è tenuto oggi 12 aprile, al collegio De Filippi. L’incontro, organizzato dalla provincia in collaborazione con il CONI di Varese, ha avuto come argomenti principali le novità contenute nella finanziaria 2003, per quanto concerne le problematiche fiscali, tributarie e giuridiche che investono le società sportive.
«L’ incontro si è rivelato utile, soprattutto per gli addetti ai lavori, messi a conoscenza delle nuove opportunità per proseguire nel loro difficile lavoro – ci ha ribadito in conclusione , l’assessore Longoni – e questo è il segnale di come la provincia intenda appoggiare l’attività dei così detti sport minori che meritano più attenzione, rispetto e un aiuto concreto».
Se Ugo Gaspari, commercialista e revisore dei conti ha illustrato le agevolazioni e le nuove tassazioni, l’avvocato Salvatore Verdoliva, esperto in diritto sportivo, ha invece spiegato la nuova forma di statuto e atto costitutivo di cui si devono dotare le associazioni per poter accedere agli sgravi. «La natura idealistica e non lucrativa sono gli elementi essenziali delle nuove società. Tutto ruota attorno a questo concetto» ha chiarito il giurista alle associazioni dilettantistiche presenti.
Polemico l’intervento, soprattutto nei confronti del calcio professionistico, del presidente della lega dilettanti Carlo Tavecchio: «Il mondo del calcio sfiora la tragedia , molte società stanno in piedi solo per evitare problemi di ordine pubblico. Noi saremo delle sentinelle, vaglieremo con attenzione l’attività del CONI. Il nostro è un ruolo sociale, di utilità per i giovani, ma servono gli impianti . Per quanto riguarda le nuove norme le aspettavo da almeno dieci anni, ma invoco un provvedimento transitorio in attesa dell’attuazione, altrimenti sarà tutto inutile».
Animato da grande passione( ndr) il sottosegretario Pescante ha raccontato alla platea il tortuoso iter che ha portato all’approvazione dell’art 90 della L 27 dicembre 2003, n 289 ( Finanziaria 2003 ndr) intitolato " Disposizioni per l’attività sportiva dilettantistica".
«La legge precedente era datata 1972, forse da oggi è di nuovo possibile un nuovo miracolo sportivo grazie alle 100000 società , agli oltre 800000 dirigenti volontari che potranno di nuovo lavorare, recuperare i giovani, e i valori che questa società malata di lassismo ha perduto. Lo sport non è una panacea , ma può offrire valide alternative al disagio giovanile. Con l’onorevole Giorgetti ( autore del blitz in finanziaria che ha premesso l’adozione del provvedimento ndr) – ha precisato il viceministro – abbiamo condiviso questo tentativo di riportare a galla la base, e concordo con lui quando la sfida per il futuro è rivolta verso la scuola, con l’obiettivo di reclutare i giovani e indurli a una sana pratica sportiva, e credo che questi si annodi al tema del credito sportivo, indispensabile per investire in nuovi impianti. La rinascita parte dalla base dilettantistica».
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