Sars, controlli rafforzati alle frontiere

Malpensa - La paura costringe i passeggeri a indossare le mascherine. I sindacati chiedono maggiori garanzie per i lavoratori

Moduli da compilare, carabinieri Nas al lavoro, medici in allerta, controlli rafforzati. Toronto e Pechino i luoghi cerchiati con due righe di pennarello rosso. Sono le misure di emergenza per la prevenzione della Sars. Nessun obbligo di mascherina, però. E niente percorsi obbligati per separare i passeggeri. C’è il tentativo di non distruggere la normalità, nonostante tutto. Nonostante le decine di persone che viaggiano con mascherina al seguito. Occhi a mandorla e mascherina, un mix psicologicamente (e tristemente) indigesto per molti passeggeri. Non c’è niente da fare, al di là della retorica. Sui voli, la paura la fa da padrone e i passeggeri la indossano.
La sanità aerea ribadisce la procedura entrata in azione dieci giorni fa. Controlli vengono effettuati sui bagagli e sui passeggeri. Ogni volo proveniente da Pechino (4 volte alla settimana) e da Toronto (tutte le mattine) segnala alla sanità aerea la situazione a bordo e la presenza di casi sospetti. Per ogni segnalazione entra in azione il medico. I passeggeri vengono invitati a compilare una speciale modulistica e per dieci giorni consigliati di tenere sotto controllo il proprio stato di salute oltre a garantire reperibilità, specificando il domicilio, nei successivi 14 giorni.

In molti aeroporti del mondo le mascherine vanno a ruba. A Malpensa no. E’ facile vedere passeggeri che la indossano, come la mamma apprensiva (foto in alto) che ne ha spedita una a Manchester, dove il figlio non riusciva a trovarle perché esaurite. Sono casi limite, ma indicativi di quanto sia delicato, in questo momento, il lato psicologico. Un problema corrosivo, che colpisce anche i lavoratori dell’aeroporto, minando la tranquillità di decine di famiglie. Diversi sindacati cominciano a chiedere che siano rafforzate le garanzie.

«Più che distribuire mascherine – dice ad esempio il segretario provinciale della Cgil trasporti Piergianni Rivolta – chiediamo che siano più sicure le procedure di emergenza quando arriva un aereo». Rivolta fa riferimento a un episodio accaduto sabato. Il comandante di un volo proveniente dalla Cina non ha segnalato la presenza di due persone con probabile febbre a bordo dell’aereo. Così si sono trovati nel velivolo un medico e un funzionario con mascherina, mentre un lavoratore era senza. «Questo episodio ha creato qualche malumore» dice Rivolta, anche se causato da un involontario disguido. L’ordine di non usare le mascherine, tranne per chi va sottobordo agli aerei provenienti dalle zone a rischio, rimane.

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Pubblicato il 23 Aprile 2003
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