Sindacati vigili sul piano di zona

Busto Arsizio - L'assessore Mazzucchelli ha incontrato il Decanato, Acli e i sindacati. Manca la mappatura dei servizi ma i tempi non preoccupano

«Appare buono lo spazio dedicato alla lotta al disagio mentale, mentre per quanto riguarda i centri di aggregazione giovanile, ci sembra che il comune tenda a privilegiare oratori e parrocchie» è solo una delle considerazioni di Flavio Nossa della Cgil sul piano di zona del comune di Busto Arsizio. Analisi elaborate dopo il confronto di martedì con l’assessorato ai servizi sociali guidato da Franco Mazzucchelli. Il colloquio con i sindacati confederali e la categoria dei pensionati si colloca nell’iter che andrà a definire la carta dei servizi sociali per i cittadini bustesi. Il lavoro dell’assessorato ha trovato nei giorni scorsi le critiche di Margherita e Progressisti. «Per il piano di zona non è stata fatto ancora nulla, nessun passo in avanti» scrivevano infatti i consiglieri di minoranza in una nota congiunta. Nessuna replica di Mazzucchelli, almeno per il momento, impegnato in una serie di confronti che oltre al sindacato ha incontrato il decanato, la Caritas e le Acli.
Additato come una rivoluzione nelle prestazioni ai cittadini dei servizi sociali, il piano di zona che vede Busto Arsizio gestire da sola una partita da due milioni di euro già erogati dalla regione e dalla Asl, sta costruendo lentamente l’offerta che fra alcuni mesi sarà rivolta a tutti i cittadini e alle fasce più deboli in particolare.
«Il nostro impegno alla fine dell’incontro è stato quello di presentare a breve delle osservazioni al piano» spiegano Flavio Nossa e Daniele Todeschini della Cisl. «È vero manca ancora la mappatura finalizzata alla creazione della carta dei servizi, uno strumento che poi servirà alle persone per conoscere i servizi offerti dal comune» continua Nossa. Ma i tempi non sembrano preoccupare e la situazione del comune non presenta gap rispetto a tanti altri della provincia di Varese.
Se il piano per il momento appare come una serie di enunciazione che non fanno presagire molto sugli aspetti pratici, è anche vero che fra queste enunciazioni emerge una tendenza che ha incontrato il favore del sindacato, che in questa partita svolge il suo ruolo di tutela delle fasce più deboli e disagiate. «Una delle nostre preoccupazioni riguarda l’utilizzo dei fondi che la legge 328 ha messo a disposizione, noi vogliamo che siano aggiuntivi e che mirino al potenziamento del servizio, e la tendenza che abbiamo rilevato nel piano di Busto sembrerebbe al momento quella dell’implementazione dei nuovi servizi».
Quanto ai voucher e ai buoni che in futuro saranno nella mani dei cittadini da spendere nelle strutture del terzo settore, della cooperazione accreditate dal comune, è innegabile che si tratta di una ricca torta alla spartizione della quale in molti vogliono partecipare. Si tratta di questioni di cui si arriverà a parlare insieme alla definizione delle politiche tariffarie e di fasce di reddito e che passeranno sotto la lente vigile dei sindacati. E proprio ai piani di zona è dedicato un convegno che si svolgerà a Varese, organizzato da Cgil, Cils e Uil e dalle categorie dei pensionati.

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Pubblicato il 09 Aprile 2003
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