«Un incontro lontano dalle logiche politiche»

L'assessore provinciale alle politiche sociali risponde alla lettera aperta scritta al partigiano Paride Brunetti in occasione dell'incontro del 16 aprile organizzato da Forza Italia

Caro Angelo,

ho letto con un po’ di imbarazzo la lettera “aperta” che hai inviato al nostro comune amico Bruno.

Imbarazzo perché sicuramente di Te conosco ed ho sempre apprezzato l’elevata statura morale e la disponibilità culturale e politica al confronto.

Leggendo parole come “ingenuità politica”, incursione “nel campo nemico” che non Ti sono abituali né proprie, vedendo strumentalizzata, da un lato l’iniziativa non di Forza Italia, ma di un gruppo di ragazzi del liceo (tra cui mio figlio) vicini a questo movimento (che Ti ricordo essere il più votato dei cittadini democratici del nostro Paese), ma ben lontani dalle logiche politiche, che sembrano viceversa emergere in modo permettimi un po’ demagogico dalle Tue parole.

Vedi il comandante Bruno per questi ragazzi è un amico di vecchia data, che ha trascorso con loro alcune ore a scuola, facendo loro capire l’importanza di lottare per gli ideali e i valori in cui si crede. Mi è sembrato brutto il voler mettere un “cappello politico” su questi ideali e su questi valori.

Un’iniziativa quella portata avanti da questi ragazzi, intelligente, se ci pensi bene auspicabile, in un momento difficile come quello attuale in cui tanti giovani e meno giovani, che la guerra non l’hanno né fatta, né vista, appaiono confusi su cosa stia succedendo nel mondo e come valutare le questioni alla luce degli ideali e dei valori espressi da chi veramente li ha sentiti vissuti, ed ha combattuto per essi.

La liberazione è stata una guerra, il 25 aprile una affermazione della civiltà sulle barbarie ottenuta con le armi . Non mi interessa e non interessa la serata di mercoledì parlare di ciò che è successo e sta succedendo in Irak e come questo possa coniugarsi con quei valori e quegli ideali. Questo è un dibattito rispetto al quale Te ed io potremo insieme prenderci l’impegno di organizzare un confronto pubblico. Lasciamo invece che i ragazzi maturino, anche grazie a quanto il Comandante Bruno e a chi interverrà mercoledì sera, una propria coscienza attraverso la conoscenza di quella che è stata la resistenza, la guerra di liberazione e che cosa rappresenta ancora oggi la data del 25 aprile. Prendiamo atto che questi ragazzi ci hanno battuto perché questa è una serata che sicuramente Te ed io avremmo dovuto organizzare. Ringraziamoli invece di questo impegno sociale e politico che sentono e che gli fa onore e non carichiamoli dell’insopportabile fardello di analisi e conclusioni frettolose e di parte, alle quali a differenza nostra certamente non sono ancora avvezzi.

Bruno è forse un sognatore, per questo tutti gli vogliamo bene, non è ingenuo e certamente, dammi atto, non è il “sempliciotto”, passami il termine, che potrebbe apparire dalle Tue parole. Credo Ti sia mancata questa parte di informazione, ed io da amico, spero e credo ancora tale, seppure avversario (e non nemico, mai !) politico, ho preferito informarTi.

Concludo auspicando che Tu possa partecipare insieme a Bruno, insieme a me, insieme a questi ragazzi ed insieme a tanta altra gente a questa serata e, che al di là delle differenti vedute politiche (che grazie a Dio ed alla nostra Costituzione esistono), possa essere un momento in cui ci si ritrovi comunque uniti attorno a valori ed ideali propri della nostra cultura democratica. (P.S. la Costituzione non è la Bibbia, caro Angelo, ma anche di questo ne discuteremo, se vorrai, più avanti).

Riezo Azzi

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Pubblicato il 16 Aprile 2003
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