Caldo record che sfida i nervi
Le temperature sono da record e ci sono effetti sul nostro umore. Il Centro geofisico prealpino non prospetta miglioramenti, ma c'è chi con il grande caldo ci guadagna
“Antonio fa caldo”, ma a darci sollievo non sarà una bibita gelata e per alcuni giorni bisognerà fare i conti con la cappa di afa, le temperature record e i nervi che saltano. La giornata di ieri, lunedì 9, ha registrato i 32 gradi, una temperatura decisamente fuori dalla media stagionale. L’afa è insopportabile e i nostri nervi sono messi a dura prova. Il caldo non affatica soltanto l’organismo, ma anche la nostra psiche. Irritabilità, insofferenza e in alcuni casi anche depressione: sono questi fra gli effetti più comuni che si registrano. Una coda estenuante sotto la cappa di questi giorni non hanno bisogno di pareri esperti, ma anche in condizioni normali il termometro che segna sopra i trenta ha i suoi effetti collaterali. «Gli effetti ci sono, il clima in generale è sempre influente sulla psiche e lo dicono anche le statistiche» conferma lo psichiatra e docente dell’Università dell’Insubria Giuseppe Armocida. «Nelle persone che hanno già patologie provoca uno scivolamento e la manifestazione di disturbi». Ma anche le persone, cosiddette normali non sono immuni. «I disturbi all’affettività, come stati di eccitazione o al contrario depressione non sono infrequenti». E così irritabilità, stanchezza e stress risultano ancora più accentuate.
Come si diceva la giornata di ieri ha registrato un record: trentadue gradi sopra lo zero. Un dato che distanzia di sette gradi la media stagionale. E il discorso vale anche per le minime che oscillano dai ventidue ai ventisei gradi. I primi dieci giorni di giugno hanno segnato livelli che si possono confrontare solo con i 34.5 gradi del 1996, raggiunti fra l’altro il trenta giugno. Ma un caldo così, compreso quello del maggio scorso, non lo faceva da quarant’anni.
A risentire della temperatura alta è tutta le provincia senza distinzione. Basti pensare che anche a 1200 metri, cioè sul Campo dei Fiori il termometro ha registrato i ventisei gradi, consueti soltanto fra luglio e agosto. «Il maggio e la primavera scorsi sono stati i più caldi degli ultimi quarant’anni – spiega Massimo Mazzoleni del Centro geofisico prealpino – e questo inizio di giugno rappresenta il logico effetto». Quanto ai prossimi giorni, stando alle previsioni del Centro, non possiamo aspettarci nessun “miglioramento”. Non è prevista infatti nessuna perturbazione in grado di rinfrescare l’aria. Solo giovedì sono probabili delle precipitazione, che purtroppo risulteranno ininfluenti. E se qualcosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni sarà al massimo un aumento ulteriore e l’assenza di vento.
E se i nervi saltano ai più, c’è chi se la passa meglio. Sono i rivenditori di sistemi di climatizzazione. «Il caldo fa impazzaire e le richieste di preventivi così come l’acquisto di impianti aumentano visibilmente» confermano infatti dalla Ftr, la Futura distribuzione di Carlo Auferi, azienda varesina, specializzata in impianti di climatizzazione.
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