In Provincia per aiutare le vittime del racket e dell’usura
L'ufficio è stato messo a disposizione di "SoS Italia Libera", l'unica associazione della Lombardia che combatte la piaga
L’associazione antiracket e usura avrà una sede in Provincia a Varese e a breve sarà disponibile anche un numero di telefono. A presentare l’iniziativa, la prima nata da una collaborazione tra istituzioni e vittime dell’usura, è stata la presidente nazionale della Ciaa (Confederazione Italiana Antiracket e Antiusura), la siciliana Silavana Gatto.
“E’ una prova di grande disponibilità da parte delle istituzioni – ha spiegato la presidente durante la presentazione avvenuta in provincia martedì 17 giugno – La nascita di questo ufficio in una sede come la Provincia è da considerarsi un chiaro esempio di collaborazione e coordinamento che deve essere seguito in tutta Italia”.
“La zona di Varese non è immune da questa piaga – ha spiegato il vicepresidente della Ciaa, e presidente di “SoS Italia Libera”, Paolo Bocedi – Vi sono molti casi che ci vengono segnalati da tutta la Lombardia. Infatti oggi noi siamo l’unica associazione operativa in gran parte del Nord Italia. Questo rapporto di collaborazione con le istituzioni è di ottimo auspicio per il proseguo di questa lotta”. Ma non solo: Bocedi sottolinea che “nella zona di Varese sono in molti a essere colpiti da racket e usura, ma vi è molta paura a denunciare. La presenza della presidente Gatto oggi vuole dimostrare che anche noi possiamo combattere questo male, un male che se per la Sicilia è broncopolmonite, da noi è ancora un raffreddore. Un raffreddore che se non viene fermato può solo peggiorare”.
Durante la presentazione è giunto anche il messaggio del presidente della commissione parlamentare antimafia, Roberto Centaro, il quale ha auspicato “la nascita di iniziative analoghe in tutta la penisola” e che “questo ufficio costituisce un’azione concreta alle molte parole, nonchè un’assunzione di responsabilità nella lotta al crimine”.
“Ed è proprio nella patria del ministro Bossi, per cui nutro molto rispetto in quanto uomo dalle idee chiare – ha proseguito la Gatto – che voglio lanciare un appello al Governo. Il compito di questo coordinamento di associazioni non è solo sostenere la gente che vuole denunciare, ma migliorare una normativa antiracket alquanto discutibile e scadente”.
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