L’orto botanico renderà ancora più bella la nostra università
Varese – Il rettore Dionigi traccia un quadro dei progetti futuri dell'Insubria di fronte alla platea del Rotary
Cinque Facoltà, ventidue corsi di laurea, ottomila studenti: l’Università dell’Insubria celebra il suo primo lustro di vita e da Roma viene inserita al vertice degli atenei sorti negli ultimi dieci anni. Il rettore Renzo Dionigi non ha nascosto la soddisfazione sua e dell’intero corpo docente per i traguardi raggiunti e ai rotariani che lo avevano invitato per il tradizionale bilancio di fine anno ha anche ricordato il rapporto stretto che l’Università ha oggi con le istituzioni, in particolare Provincia e Comune, che offrono piena collaborazione.
Sono stati cinque anni di cavalcata trionfale alla quale adesso seguirà una pausa di riflessione e non certo per la paurosa crisi finanziaria che dopo la stretta del governo romano paralizza tutti gli atenei: l’Università dell’Insubria pianifica ancora, ma vuole ordine e basi solide per le attività già avviate e allora non è un caso che spenda 32 miliardi per sistemare la sua sede di via Ravasi e realizzi strutture a Bizzozero per ospitare temporaneamente corsi di Economia.
Renzo Dionigi ha sottolineato la necessità di sviluppare la vocazione accademica di Varese dove oggi approdano studenti da tutta Italia: l’Insubria non è più l’Università formato casalingo, ma per giovani che qui da noi cercano le migliori condizioni per studiare e quindi chiedono servizi efficienti.
L’ateneo si dota di un campus a Bizzozero, ma non devono mancare altrove luoghi di ospitalità, di studio, di socializzazione che fanno diventare ancora più appetibile un ateneo che nei poli di Varese e Como ha già raggiunto l’eccellenza.
Il Comune ha dato Villa Toeplitz dove Scienza della comunicazione ha avviato un laboratorio informatico da primato; e le serre di Villa Toeplitz diverranno l’orto botanico della Facoltà di Scienze. Varese non ha storia? Non è vero: dieci storici di Università lombarde hanno valutato positivamente il progetto di una Storia di Varese simile a quella di Milano: abbiamo archeologia, arte, ambiente e secoli di vicende non esplorati che già oggi permettono una storia in ben 12 volumi!!
Dopo avere avuto Scienze motorie, Saronno vuole subito un altro corso: l’ateneo comincia ad avere un grande rapporto con il territorio. Forse arriverà una Facoltà umanistica che si svilupperà a Varese e a Como dove ha già messo piccole radici, ma qui da noi intanto nasce ingegneria dell’ambiente e del lavoro, che è una “prima ” nazionale di grandissima attualità e di vitale importanza.
Il rettore è stato bombardato di domande, Varesenews gli ha chiesto se l’Università è disposta a contribuire alla valutazione e alla risoluzione del problema dei due ospedali del Medio Verbano, oggi al centro di polemiche e ribaltoni.
Renzo Dionigi ha risposto affermativamente anche se constata il prevalere della politica sui tecnici. Nessun riferimento all’azienda ospedaliera di Varese con la quale anzi c’è un rapporto proficuo.
Alla fine consensi vivissimi dei rotariani per il rettore, per i suoi collaboratori. Insomma un grazie di cuore per aver fatto dell’Università uno dei motori della nuova Varese.
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