Uno spiraglio per non far morire la Lazzaroni
Il ministro Maroni partecipa al summit in Provincia sulla Lazzaroni. L'azienda rassicura i politici e i sindacati chiedono il ritiro della mobilità
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«La produzione degli amaretti non sarà fatta in nessun altro posto che non sia Saronno. Ce l’ha messo per iscritto l’azienda. Se le attuali condizione dovessero cambiare la proprietà è anche disposta ad investire nella zona e, quindi anche potenziare la produzione». Con queste parole il ministro del lavoro Roberto Maroni si è rivolto ai dipendenti del biscottificio Lazzaroni di Saronno, lunedì 16 giugno, a Villa Recalcati in Provincia a Varese. Il ministro. L’intervento di Maroni era stato richiesto dal presidente della provincia dopo il fallimento dell’incontro di giovedì scorso in cui Reguzzoni aveva abbandonato il tavolo per «indisponibilità dell’azienda a discutere un chiaro piano industriale». «Oggi, l’azienda ci ha messo nero su bianco di non voler spostate la produzione di amaretti in altra sede – ha spiegato il Ministro – Adesso costituiremo un tavolo tra Provincia, parlamentari, sindaci, sindacati, proprietà e un mio rappresentante, per verificare se vi siano le condizioni perchè la produzione rimanga a Saronno e possa». I rappresentanti politici di Saronno. «Il futuro che si delinea potrebbe quindi migliorare – ha spiegato il sindaco di Saronno – Dall’incontro è emersa una grande disponibilità dell’azienda: se le condizioni logistiche dovessero cambiare, sono disposti anche a investire sul territorio. Il problema sembra essere il fatto che l’azienda si trovi in un punto commercialmente non appetibile. Noi sindaci della zona siamo disposti ad andare incontro a questo problema individuando anche un posto più appetibile». «La costituzione del tavolo obbligherà l’azienda a rispettare quanto detto oggi» ha aggiunto Marco Airaghi, tra i promotori dell’iniziativa. I sindacati. «Le affermazioni fatte oggi fanno ben sperare – ha dichiarato Simano Ghiraldi, segretaria provinciale della Flai-Cgil – Noi oggi chiederemo il ritiro della mobilità, a dimostrazione di quanto detto dall’azienda». «L’obiettivo è mantenere uno stabilimento a Saronno e per questo ci vuole un piano industriale credibile» ha aggiunto Ivana Brunato, segretaria provinciale della Cgil. Secondo Luigi Maffezzoli della Cisl Ticino Olona «perchè queste affermazioni dell’azienda siano credibili, deve essere ritirata la procedura di mobilità». I prossimi giorni. Le prossime due settimane saranno quindi decisive per il futuro dell’azienda. «L’operazione che ha portato al ridimensionamento di un’azienda come la Lazzaroni che ha ricevuto fondi statali, mi è poco chiara e nei prossimi giorni verificherò i dati nelle nostre mani – ha infine dichiarato il ministro – Intanto il tavolo creatosi oggi, che per la prima volta vede insieme istituzioni e sindacati per un unico obiettivo, dovrà valutare le richieste della proprietà per rimanere a Saronno. Entro due settimane penso che si potrà sapere con certezza cosa sarà dell’azienda». |
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