Regione: la maggioranza battuta sul documento di programmazione economica
Trentun voti a trenta e il provvedimento che identifica le linee guida regionali per i prossimi tre anni slitta a settembre. Le minoranze: «La leadership politica di Formigoni sta andando a pezzi, apra una verifica»
Il documento di programmazione economica finanziaria regionale, che contiene i precetti e le linee guida in campo economico dal 2004 al 2007 non è stato approvato nella giornata di oggi, 29 luglio e verrà ridiscusso a settembre. La maggioranza di centrodestra non è riuscita a far passare una “questione pregiudiziale di legittimità” sulle norme per l’approvazione del documento, fatto che quindi ha bloccato la discussione e l’approvazione integrale del testo.
A contestare le procedure di approvazione del dpefr le forze dell’opposizione, secondo le quali non sarebbe stato possibile, in sede di approvazione del documento, apportare modifiche e approvare emendamenti.
Risultato di questa battaglia la votazione di oggi al Pirellone, dove le minoranze hanno battuto la maggioranza con 31 voti a favore della questione pregiudiziale, 30 contro e due astenuti.
Il documento, pertanto, è slittato sotto gli occhi dello stesso Formigoni, presente in aula, a settembre.
Secondo Giovanni Martina, consigliere di Rifondazione Comunista, «L’approvazione a scrutinio segreto della pregiudiziale di legittimità sul dpefr presentata dall’Ulivo e da Rifondazione Comunista segna il declino dell’arroganza con la quale Formigoni gestisce questa Regione. Siamo di fronte alla crisi di un modello che ha nella spettacolarizzazione e nei grandi annunci del Presidente il proprio elemento centrale ma che, sul piano concreto, non fa che produrre un aumento delle ingiustizie sociali. Questo Governo regionale si autoalimenta di suggestioni mediatiche non curandosi affatto delle reali esigenze dei cittadini, fa tante promesse e nulla mantiene, agisce costantemente senza alcun rispetto delle regole democratiche».
Dello stesso avviso anche Daniele Marantelli, dei Ds. «Dopo la legge sui dialetti, l’approvazione della normativa regionale sulla riforma delle Ipab e altre questioni care alla maggioranza, anche questo risultato in negativo la dice lunga sullo stato di salute della giunta Formigoni. Il dato importante è che il voto di oggi ha determinato l’illegittimità di una procedura che tarpa le ali alle minoranze. Col voto a scrutinio segreto di oggi si è vista la reale difficoltà della maggioranza, che ha dovuto addirittura incassare i voti contrari di alcuni suoi stessi componenti».
Di franchi tiratori parla anche Giuseppe Adamoli, della Margherita. «Formigoni torni a scuola di aritmetica. Dire che non vi sono stati franchi tiratori nella maggioranza significa negare l’evidenza dei fatti. Il voto di oggi è stato una pesante sconfitta politica della Giunta regionale che si aggiunge ai tanti rovesci subiti negli ultimi sette, otto mesi. Dissidi fra i partiti della maggioranza dichiarati pubblicamente e rivolte nel segreto dell’urna hanno portato quasi alla paralisi. La leadership politica di Formigoni sta andando a pezzi e la Lombardia accumula ritardi gravissimi nell’affrontare i problemi più importanti. Perciò ripeto l’invito di qualche mese fa. Apra una verifica limpida e seria e, se ne ha la forza, riparta con nuovo slancio. Se no tanto vale dichiarare fallimento».
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