Le urne hanno rafforzato il fenomeno della polarizzazione
Un'analisi della recente consultazione elettorale avvenuta in Svizzera
La Svizzera si è svegliata divisa in due. Le urne hanno infatti rafforzato, sullo sacchiere politico, il fenomeno della polarizzazione. A stravincere le elezioni l’Unione democratica di centro, anima e cuore della destra nazionalista. Ma i cittadini e le cittadine della Confederazione elvetica hanno anche premiato la politica dei socialisti. A perdere, a livello nazionale, è stato dunque il centro rappresentato dai partiti storici dell’ala borghese (democristiani e liberali radicali). La nuova ripartizione delle forze politiche, che ha appunto accentuato gli estremi, creerà non pochi problemi alla governabilità di questo paese, la cui storia e cultura politica si basa sulla concordanaza ed il consociativismo. Cosa cambierà a livello di politica d’immigrazione? Potrebbe cambiare molto, poiché il partito vincitore delle elezioni si è sempre contraddistinto per le sue posizioni di chiusura nei confronti degli stranieri. Solo qualche anno fa aveva lanciato, fortunatamente perdendolo, un referendum per limitare la percentuale degli stranieri residenti in Svizzera – che hanno contribuito alla ricchezza di questo paese – al 18%. Più di recente ha lanciato un altro referendum, perdendolo ma di strettissima misura, per una drastica limitazione del diritto d’asilo, che è parte importante della tradizione umanitaria della Svizzera. E c’è da scommettere che la riforma della nuova legge sugli stranieri – che, per chi scrive, introduce delle inaccettabili discriminazioni tra immigrati – sarà scritta sotto il segno della chiusura. Contro la riforma si sono già apertamente schierate le forze progressiste, i sindacati e le associazioni del mondo dell’immigrazione. Per quanto riguarda il Ticino il fenomeno della polarizzazione non si è verificato. Ha tenuto il partito storico di maggioranza relativa (Partito liberale radicale), hanno stravinto i socialisti e la Lega dei Ticinesi è crollata. Le elezioni non avranno dunque conseguenze dirette sui frontalieri o sugli italiani che vivono in Ticino. Tutto dipenderà dalle scelte che il governo ticinese – al centro di un vero e proprio terremoto politico per l’esautorazione della ministra socialista a cui le altre forze politiche hanno tolto la socialità – intende attuare per far quadrare i propri conti ed affrontare l’attuale crisi economica.
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