Processo Volontè, la parola allo psichiatra
Tradatese accusato di aver ucciso la moglie e la figlia: il giudice decide di sentire il professore che ha stilato la perizia
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Si sarebbe dovuta svolgere la requisitoria dell’accusa, ma il giudice Trombino vuole prima ascoltare Giuseppe Armocida, l’uomo che ha stilato la perizia psichiatrica di Pietro Volontè. È quanto accaduto questa mattina al tribunale di Varese nella seconda udienza del processo all’uomo, oggi 39enne, che nel novembre del 2001 in una villetta a schiera di Tradate, avrebbe ucciso con un coltello da cucina la moglie, Patrizia Duregon di 35 anni, e la figlia Giulia, di 9 anni. Secondo la perizia psichiatrica l’uomo era incapace di intendere e di volere, almeno dal terzo fendente inferto alla moglie in poi. Per quanto riguarda la prime due coltellate, sempre secondo la perizia, Volontè era nel pieno delle sue facoltà. Ma, secondo la difesa, guidata dall’avvocato Paolo Riva, l’accusato avrebbe risposto solo dopo essere stato aggredito e colpito dalla moglie. Dopodiché per l’uomo si parla di un periodo cosiddetto "di black-out", di buio, di cui Volontè pare non ricordare nulla. L’udienza di questa mattina, lunedì, non è durata che pochi minuti. Il giudice ascolterà il professor Armocida il prossimo 3 dicembre. Il 15 dicembre si svolgerà la requisitoria del pubblico ministero e del difensore della parte civile, mentre il 12 gennaio vi dovrebbe essere, salvo ulteriori rinvii, la requisitoria della difesa di Volontè. La sentenza è attesa per il 21 gennaio. |
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