Neve a Malpensa, «Più di così non potevamo fare»

Aeroporto in tilt, la società di gestione è convinta di aver garantito il massimo di operatività possibile

«Capisco chi protesta, ma noi abbiamo garantito il settanta per cento dei voli. Chi è rimasto a terra, d’accordo, è furioso, ma il risultato, nel complesso, è buono». Malpensa, il giorno dopo. Pioggia insistente ma voli regolari. Malpensa, il giorno prima. Dieci centimetri di neve bloccano 150 voli su 609 e tradiscono 16mila passeggeri su 55mila previsti. E’ una debacle? Per molti sì, ma non è comunque paragonabile al blocco totale del natale di due anni fa.
Marco Alberti, direttore esecutivo Sea, la racconta così: «Ha iniziato nevicare alle cinque, alle cinque e mezza i mezzi erano già pronti. Cadeva neve mista ad acqua, solo alle nove è stato necessario far partire gli spazzaneve e sgomberare le piste. Ci vogliono quaranta cinquanta minuti per pulire una pista, sono quattro chilometri. Lo abbiamo fatto più volte durante la giornata, non potevamo fare diversamente, è logico che i ritardi si siano accumulati».
Secondo la Sea la polemica sui mezzi è pretestuosa. Lo ha ripetuto anche il nuovo presidente Giuseppe Bencini: «I mezzi erano già in aeroporto, due anni fa invece rimasero bloccati nel traffico».
Dove è stato allora il problema? «La durata della nevicata, ben dodici ore- spiega Alberti – e poi il tipo di neve, misto ad acqua, che ha allungato le operazioni di deicing (lo sghiacciamento degli aerei), con una temperatura intorno allo zero». Insomma, per far partire i voli con un margine di sicurezza, ci vuole il suo tempo.
Ma, ancora una volta, non regge il paragone con il disastro di due anni fa. Allora c’era una sola piazzola funzionante per lo sghiacciamento degli aerei (operazione che prevede anche mezz’ora), ieri ce n’erano quattro, tutte operative (8 postazioni fisse distribuite in 4 piazzole e 3 mobili). E poi i numeri dei mezzi coinvolti: 60 automezzi di presidio, 80 camion, 50 spazzaneve, 25 escavatrici, 19 trattori.

Risultato: «Abbiamo lavorato correttamente – argomenta il direttore operativo responsabile delle operazioni – garantendo la sicurezza e gran parte dell’operatività. In tutti gli aeroporti succede quello che succede a Malpensa, anche all’estero. Riuscire comunque a far partire il settanta per cento dei voli è positivo. Malpensa può fare questo e se domani dovesse nevicare faremmo esattamente le stesse cose, probabilmente con gli stessi risultati». Fin qui la difesa di Sea. La riflessione, per azienda e sindacati, rimane aperta: è possibile aumentare l’efficienza dello scalo in caso di neve o davvero Sea ha dato il massimo? Intanto l’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile ha aperta un’inchiesta amministrativa.

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Pubblicato il 29 Dicembre 2003
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