«Carcere più piccolo, ma il progetto rimane inaccettabile»
Il Varese Social Forum replica all'intervista del sindaco Fumagalli su Varesenews
riceviamo e pubblichiamo
Comunicato stampa del Varese Social Forum in risposta all’intervista al sindaco di Varese pubblicata su Varese News il 17 gennaio 2004
In merito alle ultime dichiarazioni fatte dal sindaco di Varese Aldo Fumagalli circa il progetto del nuovo carcere, dichiariamo quanto segue:
a. La decisione di ridurre la nuova utenza carceraria da 300 unità in precedenza dichiarate a 200 non cambia affatto la negatività del progetto fortemente voluto dalla giunta Fumagalli e di conseguenza la posizione critica da noi assunta, fin dagli inizi, rispetto a siffatto progetto che, lo ribadiamo, non può essere in alcun modo accettabile, e che rivela palesemente l’equilibrismo politico con cui il sindaco, (gongolante per le nuove e risibili segnaletiche bilingue della città), manovra i suoi alleati e altresì cercherebbe, ma con scarso successo, di manovrare gli oppositori (primo fra tutti il comitato Amici di Bizzozero), innanzitutto fingendo di concedere loro l’area della "Villa" in cambio della "Stoppada", quando ormai tutti ben sanno che la prima non verrà comunque risparmiata dall’inutile scempio che coinvolgerà interamente la seconda. Questo in sfregio del buon senso, di ragioni tecniche oggettive e del tanto atteso progetto del "parco Varese sud" e del parco intercomunale, entrambi di importanza vitale in aree a forte densità abitativa. Confermiamo inoltre l’ipotesi di restauro o di ricostruzione e di eventuale ampliamento dell’area dei Miogni che risparmierebbe alla città non solo l’ennesima cementificazione (Bizzozero) e speculazione edilizia (area dall’attuale carcere), ma anche il peso di un "supercarcere" il quale non potrà che rafforzare l’idea di una società sempre più incline alla criminalizzazione dei singoli soggetti.
b. Quanto all’altro progetto "residenziale", vero capolavoro annunciato di tale Giunta, pensato nella cosiddetta area dei "Duni" sempre a Bizzozero, (già ufficialmente dichiarata sulle carte comunali, di forte rischio idrogeologico), ribadiamo innanzitutto il nostro fermo dissenso. Non possiamo che accogliere come risibile la pretese del primo cittadino, di nobilitare il progetto, introducendovi semplicemente presunti elementi estetici relativi all’uso di materiali di pregio come il citato "cotto rurale", che peraltro farebbe emergere per l’occasione una concezione architettonica e finanche urbanistica fintamente elitaria. In realtà niente di tutto ciò potrà modificare l’idea (attualmente a livello progettuale) di un agglomerato edilizio che alla marginalità urbana per eccellenza, determinata dall’infelice scelta del sito, unirebbe una discriminante "di classe", essendo il progetto concepito per "contenere" cittadini ritenuti, ahinoi, di serie b, ossia portatori di handicap, anziani e giovani coppie economicamente "deboli". Quanto al fatto che la sinistra si vedrebbe per così dire "scippata" di un progetto che invece dovrebbe rientrare proprio nel suo dna culturale e sociale, vorremmo ricordare a Fumagalli che anche il fascismo si fregiava di fare una politica a favore delle masse popolari, nascondendo dietro un populismo isterico e demagogico, la propria vocazione classista e razzista.
Con questo comunicato intendiamo inoltre invitare i singoli cittadini di Varese e provincia, le associazioni, i movimenti e i partiti dell’opposizione, a vigilare sulle scelte politiche sconsiderate, presenti e future di questa infelice giunta.
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