«Con la Gioebia bruciamo tutti i mali dell’inverno»

Giovedì sera processione tra mangiafuoco e spettacolo teatrale prima del rogo della "vecchia". L'iniziativa in ricordo di Gigi Bassani, scomparso nel 2001 il giorno dopo la prima edizione

«Con la Gioebia bruciamo tutto quello che di negativo ha portato l’inverno». Grande fermento a Carnago per il tradizionale appuntamento per la festa della Gioebia, ovvero della vecchia di paglia che viene bruciata dalla cittadinanza. L’iniziativa si svolge ogni ultimo giovedì di gennaio e a organizzare l’iniziativa quest’anno sono Il Circolo Familiare di Carnago, l’associazione Nessuno Escluso e la Balcon Band. Proprio in questi giorni, al piano superiore del Circolo, tre artisti locali (Sergio Michilino, Ugo Perini e la neo-presidente di Nessuno Escluso, Adriana Gasparotto) stanno realizzando il grande pupazzo alto più di due metri (foto sopra), che rappresenterà la "vecchia" e che sarà portato in giro per il paese in processione, prima di essere bruciato.

«La Gioebia rappresenta quello che di negativo ha portato l’inverno, poca luce, freddo, niente raccolti, polmoniti – spiega Angelo Frattini (foto a lato), tesoriere del Circolo -. Dopo questa giornata si allungano le ore di luce, comincia a intravedersi la primavera. Chiaramente questa tradizione arriva dai contadini e oggi abbiamo tutti luce elettrica e riscaldamento. Ma i momenti brutti ci sono comunque. Ognuno di noi ha la sua Gioebia dentro e ognuno la brucia per i suoi motivi». 
E così giovedì sera, 29 gennaio, si partirà dal Circolo di Carnago in processione per le vie del paese, il tutto scortati dai vigili e accompagnati da artisti mangiafuoco. Una volta giunti in piazza, gli attori della compagnia teatrale albizzatese leggeranno un documento con tutte le cose brutte avvenute durante l’inverno. Dopodiché la "vecchia" sarà condannata e bruciata. Per festeggiare ci saranno vin brulè e chiacchiere gratis per tutti. La festa proseguirà poi al Circolo Familiare.

La tradizione della Gioebia a Carnago è stata riportata in auge nel 2001 e tra gli organizzatori c’era anche Gigi Bassani, scomparso il giorno dopo la prima rappresentazione. «Oggi vogliamo continuare l’opera iniziata da Gigi – prosegue Frattini -. La voglia di portare avanti queste iniziative laiche in cui lui ha sempre creduto è un modo per sentirlo sempre vicino e proseguire il percorso da lui iniziato. Noi abbiamo solo raccolto il testimone».


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Pubblicato il 27 Gennaio 2004
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