Confesercenti: «Contro di noi, Berlusconi fa accuse gravi e false»
Il premier ha accusato i piccolo commercianti di comportamenti scorretti e responsabilità nell'aumento dei prezzi
La Confesercenti non ci sta e si ribella alle affermazioni, una delle tante, fatte da Berlusconi nella sua messa solenne al palazzo dei Congressi. Il premier, nell’infinita polemica sugli effetti dell’euro, ha accusato i piccoli commercianti di comportamenti scorretti nel passaggio dalla vecchia alla nuova moneta, determinando l’aumento dei prezzi.
«Una affermazione gravissima e falsa», ribattono Cesare Lorenzini e Gianni Lucchina, rispettivamente presidente e direttore della Confesercenti Varesina.
«Auspichiamo sia solo uno scivolone, ma riteniamo sia grave che il premier faccia uno spot gratuito a vantaggio della grande distribuzione».
Stando a Berlusconi, dunque, che pure in campagna elettorale aveva speso più di una parola a favore delle piccole imprese commerciali, il governo avrebbe raggiunto un accordo con la grande distribuzione per il contenimento dei prezzi. La stessa cosa non sarebbe avvenuta con i piccoli esercenti. «Un’affermazione falsa» ribadisce Lucchina. «Noi per primi abbiamo indicato ai nostri associati che un aumento indiscriminato dei prezzi avrebbe avuto ricadute negative sulle nostre attività. Noi per primi abbiamo promosso iniziative come il "Prezzo amico" e la "Borsa della spesa". Ci chiediamo invece il governo dov’è stato in tutto questo tempo? Quali politiche ha adottato a nostro favore? Se si rende conto dell’aumento delle tasse che gravano sulle attività commerciali con un effetto determinante sui conti delle famiglie».
Insomma, i rappresentanti degli esercenti varesini non vogliono passare per gli untori che hanno speculato alle spalle dei consumatori.
Se così fosse, cifre alla mano, dal 1998 in qua il saldo tra nuove attività e quelle chiuse non sarebbe così in passivo come dicono le statistiche. Secondo i dati, per fare qualche esempio, i prezzi degli ortaggi parlano di 1,53 euro nella grande distribuzione a fronte di un 1,119 in quella piccola.
Ma l’affermazione di Berlusconi contengono altre falsità, secondo Confesercenti: «Il leader del governo sostiene che la grande distribuzione rappresenta una percentuale ridotta del sistema commerciale. È falso: nel solo settore alimentare la grande distribuzione rappresenta il 65% del mercato. Normalmente che controlla il mercato determina i prezzi».
«Non siamo bolscevichi – continua con ironia Lucchina – ma constatiamo che, in un momento già difficile, queste affermazioni contribuiscono a diffondere un clima di sfiducia».
«Chiediamo al Premier – conclude Lorenzini – di chiarire meglio il senso delle sue affermazioni. In caso contrario chiederemo un incontro per chiarire, cifre alla mano, come stanno le cose».
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