Dipendenti delle agenzie fiscali in presidio

Mobilitazione per il rinnovo del contratto scaduto tre anni fa, adeguamenti salariali e maggiori prospettive professionali

Il loro contratto collettivo è scaduto da due anni e le prospettive sul futuro delle agenzie fiscali è ancora nebuloso. Per questi ed altri motivi i lavoratori degli uffici fiscali di via Frattini a Varese sono scesi in strada questa mattina per un presidio culminato in un incontro alle 11 con il prefetto.

Circa 200 persone lungo la via Metastasio hanno rallentato il traffico veicolare proveniente da viale Europa con l’intento di distribuire volantini. Un rallentamento forse eccessivo: sono intervenuti le forze dell’ordine che hanno predisposto la chiusura al traffico di via Metastasio; una precauzione, peraltro, subito rientrata. 
Italo Tavolaro, ingegnere, rappresentante di base della Cub spiega le motivazioni del presidio: «C’è bisogno di un nuovo contratto per le agenzie fiscali, scaduto il 31 dicembre 2001. Non è mai stato rinnovato con conseguente perdita del potere d’acquisto dei salari dei lavoratori fiscali, in una congiuntura così difficile economicamente. Le nostre sono poi richieste di carattere giuridico: vogliamo un nuovo inquadramento professionale del personale e un contratto a tempo indeterminato per i lavoratori precari che sono qui da più di 5 anni». 
Un lavoratore delle agenzie fiscali ha uno stipendio medio di circa 1000, 1100 euro. Molti sono i geometri, ma tanti sono architetti,  ingegneri, laureati in legge o in economia e commercio. 

«Il 4 febbraio 2002 – spiega Vieri Paolo Bursich – Fini ha firmato un accordo con i sindacati nel quale si prospetta lo sblocco del rinnovo dei contratti del pubblico impiego. In quella sede era previsto un aumento salariale del 5,66%. Noi chiediamo che quell’accordo venga rispettato e vengano conferiti ai lavoratori 122 euro lordi mensili: non è una richiesta di aumento, ma di adeguamento all’inflazione».

Il problema non è appunto solo l’adeguamento finanziario. In gioco c’è il destino delle stesse agenzie fiscali: quelle delle entrate, del territorio,  delle dogane e del demanio, quest’ultima peraltro in via di assorbimento nella Patrimonio Spa. «Le agenzie fiscali sono nate dopo la riforma del ministero delle Finanze – spiega Michele Russo, delegato Cisl – ma si trovano nella condizione di non aver un contratto collettivo nazionale né un contratto di comparto»
Attualmente i dipendenti, prima in forza al ministero, dipendono dalle Agenzie. Quest’ultime hanno una convenzione con il ministero stesso che eroga dei fondi per la loro sussistenza. Ma non è chiaro ora da chi, in futuro, dipenderanno: se dalle Regioni, o dagli enti locali. Nel frattempo ad alcuni lavoratori è già stata chiesta la mobilità o il trasferimento ad altri enti».

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Pubblicato il 22 Gennaio 2004
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