Energia, la Provincia congela i rincari
Villa Recalcati non applicherà l'ulteriore addizionale sull'energia elettrica sui consumi delle imprese. Reguzzoni: «Non accetto di fare l'esattore per le casse centrali di Roma»
«Da federalista convinto non posso accettare di svolgere la funzione di esattore delle casse centrali, perché è questo che Roma ci chiede, aumentare le tasse per poi versarle direttamente al Tesoro».
Con questa motivazione il presidente Reguzzoni ha annunciato questa mattina che la Provincia non applicherà l’ulteriore addizionale sull’energia elettrica sui consumi delle imprese. La sospensione del provvedimento era nell’aria: già a dicembre, in sede di approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio 2004, Reguzzoni aveva espresso la sua speranza di evitare l’onere alle imprese del varesotto. Una tassazione, senza alcuno beneficio per il territorio, ma destinata ad essere versata direttamente a Roma.
«È assurdo – ha sostenuto il presidente della Provincia – imporre un balzello (passato da 18 a 22 lire cioè da 0,093 a 0,114 centesimi di euro al kilowatt) alle aziende del territorio per poi vedere questi soldi utilizzati non per le esigenze del territorio stesso ma destinati alla casse centrali dello Stato".
Il destino degli introiti del gettito legato all’addizionale Enel segue un percorso tortuoso: cifre alla mano, la Provincia incasserebbe dall’addizionale circa 9 milioni di euro. I quasi 18 miliardi di vecchie lire finirebbero tuttavia allo Stato, come corrispettivo degli stipendi del personale Ata delle scuole (soprattutto bidelli, dipendenti statali sulla carta con stipendi pagati dalle Province). Si tratta in questo caso di somme che lo Stato trattiene dai trasferimenti alle Province.
Resta il fatto che da tre anni la Provincia di Varese non riceve più alcun trasferimento dallo Stato, come accade a diversi Enti provinciali del Nord. La situazione tocca il paradosso perché Villa Recalcati dovrebbe in ogni caso trasferire allo Stato appunto 8,7 milioni di euro – arretrati compresi – a partire dall’anno 2000. La Provincia dovrebbe così versare alle casse del Tesoro oltre alla annualità pregresse anche il 2004. Senza contare che la vicenda si ripresenterebbe a partire dal prossimo anno e poi nel 2006, nel 2007 e così via. Un problema, per Villa Recalcati; che si troverebbe paralizzata nella sua capacità e possibilità di investire in settori delicati quali la scuola, l’ambiente ed altre voci strategiche. Sulla vicenda la Provincia da un anno e mezzo ha aperto un contenzioso con la Ragioneria generale dello Stato. "Abbiamo già effettuato sostanziosi contenimenti di spesa – ha concluso Reguzzoni – dover tagliare e pesantemente per girare allo Stato somme per attività come quella scolastica che è stata trasferita dallo Stato proprio alle province è un’autentica contraddizione del federalismo».
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