La risposta dell’Anm allo “sciopero” degli avvocati
La mancanza di fondi per la stenotipia ha scatenato la protesta dei penalisti. L'associazione nazionale magistrati prende posizione
Dopo l’iniziativa degli avvocati penalisti, che hanno deciso di astenersi dalle udienze fino alla fine di gennaio, a causa della mancanza di fondi per la stenotipia, arriva anche la risposta della sezione varesina dell’Associazione nazionale magistrati. Il presidente dell’Anm, Francesco Paganini, se da una parte ribadisce «la ferma protesta contro al decisone del ministro di Grazia e giustizia di intervenire limitando i mezzi e le possibilità di documentare le udienze perché causa un’oggettiva e negativa incidenza in termini di efficienza del processo penale», dall’altra sottolinea che «l’attuale sistema di registrazione integrale dell’udienza penale con successiva trascrizione, al di là dei fisiologici limiti tecnici insiti in ogni mezzo meccanico, è conforme alle norme di procedura e garantisce i diritti fondamentali delle parti». Tra le ragioni avanzate dai penalisti di Varese, infatti, vi era, non solo l’allungamento dei tempi, dovuto alla trascrizione manuale di quanto accade in udienza, ma anche una forte preoccupazione per le garanzie del cittadino. "Lo sciopero" non è stato,dunque, gradito dai magistrati varesini, secondo cui «ogni contraria opinione puo’ essere espressa nel processo ma non puo’ costituire oggetto di iniziative extra-processuali che si risolvono in un improprio sindacato della giurisdizione, come tale inaccettabile».
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