Trasporti, l’adesione allo sciopero supera il 90 per cento

Quasi tutti i mezzi di Avt in deposito, a metà pomeriggio traffico ancora scorrevole. I Cub: «Siamo contro il contratto firmato a dicembre»

Sciopero riuscito, dal punto di vista dei promotori. Ludovico Testa (foto), delegato Cub, snocciola i dati: le fasce di garanzia sono state rispettate, nessuno sciopero selvaggio. Per quanto riguarda Avt, il servizio pubblico urbano, l’adesione è superiore al 90%.  Entro le 16 pressoché tutti i mezzi arancione del trasporto pubblico hanno fatto rientro nel deposito di piazza Gigli. Alle 16.30, ad un’ora dunque dall’inizio dell’agitazione indetta dai sindacati di base, solo 5 mezzi erano in circolazione per la città.
Il traffico, almeno a metà pomeriggio, era tuttavia ancora scorrevole senza particolari conseguenze sulla circolazione. 
«Uno sciopero contro il contratto nazionale firmato a dicembre dai sindacati confederali – spiega Testa -. Un accordo che riteniamo essere insufficiente e non al passo con l’inflazione». 
La firma, ricordiamo, prevedeva 81 euro di aumento mensile lordo in busta paga e 970 euro una tantum, versati in tre tranche. Non sufficienti, dicono i sindacati di base. 

Non solo loro, evidentemente: nonostante l’agitazione non abbia ricevuto l’imprimatur delle maggiori organizzazioni sindacali, allo sciopero hanno aderito anche i tesserati di Cgil, Cisl e Uil.  Non è servita a ridimensionare le ragioni della protesta, almeno qui a Varese, la notizia della prossima convocazione dei tavoli provinciali presieduti da Provincia, Comune, Prefettura e aziende di trasporto urbano ed extra urbano. «Siamo contrari ai tavoli provinciali – spiega ancora Testa – perché vogliono spezzare l’unità sindacale a livello nazionale. E poi perché abbiamo la certezza che gli eventuali adeguamenti salariali, siano a fronte di un impoverimento delle condizioni di lavoro degli autisti. Come sta succedendo a Milano». 

Proprio la rottura tra Atm e lavoratori milanesi è stata una delle ragioni che hanno aumentato la partecipazione allo sciopero odierno: «Come a Milano temiamo che si pretenda dagli autoferrotranvieri aumenti della produttività. Questo è inaccettabile. E rimane il fatto che questo famoso doppio tavolo è qualcosa di vago, incerto, non fa riferimento ad indennizzi economici ed è in ogni caso tardivo» conclude il delegato. Per quanto riguarda i rapporti specifici tra azienda e lavoratori, si parla di un tavolo di contrattazione ormai fermo da tempo: sul tappeto ci sarebbero solo offerte di modifiche ai turni da parte di Avt; una proposta al vaglio degli autisti. «Ma quello che non vogliamo è cedere sui peggioramenti normativi della nostra situazione».    

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Pubblicato il 09 Gennaio 2004
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