Gruppo salafita, cinque condanne a Milano

Erano stati arrestati nel 2001 nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Dambruoso

Condanne dai quattro agli otto anni di reclusione per i cinque islamici ritenuti fiancheggiatori del Gruppo Salafita di Predicazione e Combattimento, organizzazione legata ad Al Qaeda, per cui operavano anche gli arrestati il 5 aprile del 2001 a Gallarate, in via Dubini. Agli imputati, però, sono stati contestati l’associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per alcuni capi di imputazione, invece, sono stati assolti perché il fatto non sussiste ed in particolare quelle legate all’uso di aggressivi chimici e traffico di armi.
Gli imputati erano stati arrestati dalla Digos di Milano nell’ottobre-novembre 2001, ed erano legati alla moschea milanese di viale Jenner. I giudici hanno comminato 8 anni ad Abdelkader Es Sayed, egiziano, ritenuto il coordinatore dell’attività del gruppo, formalmente latitante ma probabilmente morto in Afghanistan. Tutti gli altri condannati sono in carcere. A 7 anni e mezzo è stato condannato Abdelhalim Remadna, algerino, ex segretario-factotum dell’imam della moschea di viale Jenner. A 6 anni Ben Heni Lased, arrestato in Germania ed estradato in italia, identificato come Belgacem Hawani, cittadino tunisino e non libico come risultava in un primo tempo. Condanna a 5 anni per Nabil Benattia, tunisino, e a 4 anni per Yassine Chekkouri, marocchino, ex bibliotecario della moschea dell’Istituto culturale di viale Jenner e soprannominato "il Monaco". 
Il 3 febbraio, invece, inizierà il processo, sempre a Milano, che vede coinvolti quattro tunisini, arrestati nel giugno 2003 e  coinvolti nell’inchiesta della guardia di finanza che ha interessato la provincia di Varese. Si tratta di Youssef Abdaoui, Ahmed Loubiri, Ben Mohamed Abdelhedi, Kamel Darraji.
L’esito potrebbe avere conseguenze importanti nella posizione di Mohamad Mahfoudi, imam delle moschea di Gallarate. Nel processo celebratosi con il rito abbreviato, l’imam è stato condannato, il 22 gennaio, a un anno quattro mesi per
concorso esterno nel  procurare finanziamenti e supporto logistico al terrorismo islamico. Coabaane Trabelsi, tunisino di 37 anni, arrestato a Porto Ceresio nell’ambito della stessa inchiesta, è stato invece assolto.

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Pubblicato il 02 Febbraio 2004
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