«Volontario in nome dello Spirito Olimpico»

Il 13 agosto cominciano i giochi ad Atene. Reclutati 50 mila volontari in tutto il mondo: ragazzi che non avranno alcun tipo di rimborso. Tra loro il varesino Marco Grugni

Non solo atleti alle prossime Olimpiadi di Atene. I Giochi, in programma dal prossimo 13 agosto, non sono solo una competizione, ma una vera e propria filosofia che, secondo il Barone Piere Fredi de Coubertin (fondatore delle Olimpiadi moderne), si basa sul dilettantismo, ovvero sulla passione e sull’assenza di riconoscimenti economici per i partecipanti. 
E nella stessa filosofia si sta cominciando a muovere anche l’esercito di 50 mila volontari, provenienti da tutto il mondo, che per quasi due mesi aiuterà non poco a far girare la macchina olimpica: accoglienza degli atleti in aeroporto, nel villaggio olimpico, pasti, pulizie delle strade, e molto altro ancora. Settori interamente gestiti da persone che non vengono retribuite, nemmeno con vitto e alloggio, ma fanno tutto ciò, forse, poter per dire un giorno "io c’ero".
Soprattutto quest’anno, ad Atene, per eccellenza la città simbolo delle Olimpiadi sia antiche che moderne. La città dove si sarebbero dovuti svolgere i giochi del 1996 (a un secolo esatto dalla nascita, poi invece svoltesi ad Atlanta). 

Il tradatese Marco Attilio Grugni è uno di questi volontari ed è solo un esempio dei numerosi giovani e meno giovani di tutto il mondo che prenderanno le ferie dal lavoro per far parte di questo esercito. «Ogni edizione delle Olimpiadi deve ricorrere a un alto numero di collaboratori esterni, che prestano gratuitamente il proprio servizio per permettere il corretto svolgimento dei Giochi – spiega Marco, oggi responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Tradate -. I Volontari Olimpici vengono scelti in base a una serie di accurate selezioni dei profili professionali pervenuti al Comitato Organizzatore e riguardanti uomini e donne di ogni età, nazionalità e professione che si propongono per lavorare per l’Olimpiade. Per questa edizione, saranno impiegati circa 50 mila volontari a fronte delle 160 mila domande pervenute». 

Quale sarà il tuo compito?
«I settori di impiego sono molteplici e disparati. Io sono stato scelto per prestare servizio al nuovo aeroporto internazionale di Atene nelle due settimane che precederanno l’apertura dei Giochi. Si occuperà dell’accoglienza della Famiglia Olimpica: atleti, componenti delle delegazioni e delle Federazioni Sportive nazionali e internazionali, dei Comitati Olimpici nazionali e tutti gli ospiti del Comitato Organizzatore». 

Cosa ti ha spinto a essere un Volontario Olimpico? 
«Nel 1992, guardando un servizio sui Volontari che presero servizio ai Giochi Olimpici Invernali di Albertville, sono rimasto folgorato dall’idea di poterlo fare anche io. Sarebbe stato un modo di partecipare alle Olimpiadi. Però, per motivi di età e di studio, non ho potuto mettere in pratica questa scelta fino al 2002, quando si aprirono le selezioni per i Giochi di Atene». 

Quando hai presentato la domanda pensavi di farcela? 
«La speranza c’era, ma era minima: infatti, la quasi totalità dei posti, per ovvi motivi logistici, viene riservata ai cittadini della nazione ospitante. Essere stato scelto é stata una grande soddisfazione. Per il fatto di non conoscere la lingua greca, temevo di essere impiegato in uno dei ruoli minori, ma comunque indispensabili, quali possono essere gli addetti ai trasporti, alla ristorazione o alla pulizia delle strade del villaggio Olimpico. Ma sarei andato comunque. Invece, la mia attuale professione e la conoscenza di tre lingue straniere oltre all’italiano, hanno portato i selezionatori a ritenermi idoneo per lavorare a stretto contatto degli atleti stranieri per aiutarli nel disbrigo delle procedure burocratiche di accreditamento e per il rilascio di pass e autorizzazioni». 

I volontari vengono pagati o rimborsati delle spese dal Comitato organizzatore? 
«Sarà un’esperienza impegnativa da un punto di vista economico: i Volontari Olimpici, oltre a dover utilizzare i propri giorni di ferie, non vengono remunerati e devono anche accollarsi tutte le spese di viaggio e di soggiorno. Ma da un altro punto di vista si é ripagati dall’esperienza unica di vivere veramente i Giochi e di respirare il cosiddetto Spirito Olimpico. Non vedo l’ora di partire».

Dove dormirai?
«In un appartamento ad Atene, insieme ad altri tre volontari. Non so ancora da quale nazione arriveranno». 

A Quando la partenza? 
«Sarò ad Atene dal 26 luglio al 18 agosto; il mio compito termina qualche giorno prima dell’inizio dei giochi, ma mi sono concesso qualche giorno in più per fare il semplice spettatore dell’evento». 

Il 13 agosto assisterai all’accensione della fiamma olimpica nello stadio?
«Non sono riuscito ad avere il pass per l’inaugurazione, ma spero di poter almeno veder passare la fiamma olimpica fuori dallo stadio. Mi basterebbe e renderebbe ancora più felice». 

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Pubblicato il 30 Giugno 2004
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