Provinciale 61, ancora tempi lunghi per la ricostruzione
Nulla di buono secondo lo studio geologico commissionato da provincia e comunità montana. Solo sabbia fino a novanta metri di profondità
«Solo a settembre sapremo i risultati definitivi ma per il momento lo studio geologico non promette nulla di buono». E’ pessimista Maria Sole De Medio presidente della comunità montana Valganna e Valmarchirolo a conclusione dell’incontro informale con i sindaci di Lavena Ponte Tresa, Cadegliano Viconago e Cremenaga tenutosi in mattinata. L’incontro era finalizzato ad informare le amministrazioni comunali interessate sull’evoluzione degli studi geologici in atto sul versante della montagna franata tra Cremenaga e Ponte Tresa più di un anno e mezzo fa e che, unita alla piena del fiume Tresa che scorre appena sotto, spazzò via trecento metri della strada provinciale 61 che collega Luino a Lavena Ponte Tresa. Da allora mille ipotesi, ricerca disperata di fondi, che peraltro non sono ancora stati stanziati, congetture e crisi dell’economia del territorio hanno esasperato gli abitanti della zona. Da marzo un geologo italiano ed uno svizzero, insieme ad un equipe di tecnici, stanno studiando palmo per palmo il versante dissestato in cerca di risposte e certezze per approntare una soluzione adeguata e, possibilmente, definitiva. Le uniche risposte che la montagna ha dato sono strati di sabbia profondi anche 90 metri che fanno presagire futuri movimenti franosi di tipo fangoso lenti ma inesorabili. «Questi dati – continua la De Medio – portano a scartare alcune ipotesi e lasciano perplessi su altre soluzioni ma per questo bisognerà attendere i dati definitivi che giungeranno solo a settembre». Solo indiscrezioni, appunto, ma che confermano un sostanziale ulteriore allungamento dei tempi tecnici. Nel toto-soluzioni, comunque, si allontana l’ipotesi di una strada vicina alla montagna che segua il vecchio tracciato mentre affascina la possibilità di uno sconfinamento in territorio elvetico con un viadotto che scavalchi il fiume e aggiri il versante. A metà settembre l’assessore regionale alla protezione civile Massimo Buscemi si incontrerà nuovamente con il presidente del consiglio del Canton Ticino Marco Borradori per definire una soluzione ad un problema che sta creando difficoltà legate al traffico anche alla vicinissima Svizzera.
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