Cal Bowdler: «Ho grandi aspettative da questa stagione»

È arrivato l’ultimo acquisto biancorosso. Abbonamenti oltre quota 1.500

Atterraggio in mattinata a Malpensa, pratiche di rito, allenamento nel tardo pomeriggio, in campo a Rimini venerdì sera: l’arrivo in città di Cal Bowdler è stato segnato dalla frenesia. Il lungo americano, ma con prezioso passaporto irlandese, ha avuto il primo contatto con i compagni e con la nuova realtà in cui sarà inserito per questa stagione. 

 

«Con che spirito sono qui a Varese? Con quello di un giocatore che deve dimenticare due stagioni negative, costellate da infortuni di ogni tipo e da parecchia panchina: ho voglia di dimostrare il mio valore e sono eccitato dall’avventura di Varese. Qui ho trovato buoni giocatori che in buona parte conosco già: Norman Nolan viene dalla Virginia come me, Callahan è stato mio compagno di nazionale, Meneghin non ha bisogno di presentazioni mentre Becirovic l’ho “sfiorato” a Bologna perché quando arrivai era ancora in rosa ma si era già infortunato alle ginocchia». In effetti Bowdler non ha collezionato grandi ricordi nei due anni trascorsi in Italia. Dieci giorni dopo l’arrivo a Bologna (estate 2002) si ruppe un piede e perse i primi due mesi di campionato; appena iniziò ad avere confidenza con la squadra venne ceduto a Siena dove si trovò un po’ spaesato in un gruppo che si conosceva a memoria. Le speranze di riscatto a Roma (2003) si sono invece infrante prima su qualche acciacco, poi sull’influenza ed infine su una “ditata” in un occhio: rischio di distacco della retina e stagione terminata anzitempo. «Ho conosciuto la Serie A e mi rendo conto delle difficoltà che si incontrano, ma a questo punto non mi importa il livello delle altre squadre. Voglio pensare solo a Varese e per questa annata ho grandi aspettative sia per il campionato, sia per la Uleb Cup». Bowdler arriva da Sharps, un villaggio della Virginia difficile anche da immaginare, soprattutto se rapportato alle metropoli da cui provengono altri giocatori: «In paese ci abitano settantacinque persone, tra le quali è rimasta mia madre. Credo che ci siano una ventina di automobili in tutto, visto che molti anziani non guidano: insomma, là non c’è nulla. Io però ho una casa in California nella quale passo l’estate: molto meglio. Da Sharps però mi porto l’amore per i laghi, sono contento di ritrovarli qui da voi». Bowdler, dotato di ottime cifre sia al liceo che al college, non ha mai sfondato nel mondo dei “pro” nonostante una chiamata importante dagli Atlanta Hawks (diciassettesima scelta assoluta nel ‘99). «Il primo anno avevo davanti a me Dikembe Mutombo e Lorenzen Wright; poi Dikembe è andato via ma è arrivato Abdur-Rahim. In pratica ho sempre fatto da riserva a giocatori “All star”; per loro il minutaggio è sacro, quindi mi sono dovuto accontentare».

 

Cal si è allenato con attenzione agli ordini di Giulio Cadeo che lo farà esordire già domani (venerdì) a Rimini contro Biella, nella semifinale del “memorial Sberlati” (ore 20,15). In campo dovrebbe esserci pure Sani Becirovic il quale finora non si è mai allenato con i compagni e potrebbe quindi fare la loro conoscenza direttamente in partita. Ancora qualche giorno invece per Alain Digbeu, trattenuto fino a domenica dalla Nazionale transalpina.

 

Prosegue nel frattempo la campagna abbonamenti: dopo il classico boom delle tessere che coincide con gli ultimi giorni in cui è valida la prelazione si è giunti a valicare quota 1.500. A questo punto la società punta decisa a superare i 2.000; in proposito si respira un cauto ottimismo. Niente da fare per il momento sul fronte degli sponsor: sono stati acquisiti due nuovi “partner ufficiali” (Petit Patapon e Varese Land of Tourism) ma manca ancora la griffe principale. Non si esclude che Varese torni ad avere il nome della città sulle maglie, almeno nelle prime giornate di campionato: se i risultati saranno positivi l’abbinamento arriverà in breve tempo.

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Pubblicato il 23 Settembre 2004
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