Stendhal e la signora Longari
Come spesso accade, le notizie più interessanti della settimana stanno nelle pagine interne dei giornali. Secondo la cronaca milanese di Repubblica, il 52% degli studenti ha chiesto l’esonero dall’ora di religione. Non è che la cosa ci piaccia o ci dispiaccia in maniera particolare. Ma è un dato che può venir buono in molte discussioni. A cominciare da quella sui crocefissi in aula.
MAMMALITURCHI! – Gli amministratori di Varese che hanno negato il teatro ai bambini palestinesi, cosa temevano, di trovarsi davanti la formazione under 21 di Hamas? Di finire sulla lista dei “paesi canaglia” di Donald Rumsfeld? Più di un lettore di Varesenews ha brillantemente preso in giro Palazzo Estense per l’assurdità burocratica delle risposte fornite a sostegno del no. Il qui presente è stato invece colpito dal clima, già riscontrato altre volte da elmetto calato sulla testa con cui si affrontano certe situazioni: tutto uno scavare trincee, erigere muri, srotolare fili spinati del tutto fuori luogo. Altrove, e parliamo di giunte di centro destra a guida leghista, questo estremismo orianfallicista non trova spazio come a Varese; altrove hanno riguardo di governare le città senza prendere a pesci in faccia la metà che non li ha votati. Ma anche ai piani alti del potere non scherzano: vi è forse sfuggita la dichiarazione del ministro Castelli che ha definito “cadaveri” i suoi interlocutori istituzionali. Speriamo non si riferisse a Falcone e Borsellino.
CANTO QUEL RITORNELLO CHE MI PIACE TANTO… – Stendhal è indubbiamente uno dei maestri delle letteratura di sempre: l’autodifesa che Julien Sorel pronuncia nell’epilogo di “Il rosso e il nero”, è una delle pagine più vibranti mai scritte. Da noi però conoscono Stendhal solo per la frase pronunciata su Varese in occasione di un suo viaggio in Italia. Talmente consunta da assomigliare ormai alla gaffe di Mike Bongiorno con la signora Longari (l’avrà mai pronunciata davvero?). Tutti citano il romanziere d’Oltralpe stupendosi del fatto che Varese non decolli come meta turistica. Sarà bene ricordare che ai tempi di Stendhal non esisteva la Ryanair che per pochi euro ti porta in giro per il mondo e che il viaggio dalla Francia a Varese, nell’800, equivaleva a una trasferta in Amazzonia di oggi. Allora il turismo era privilegio di pochi aristocratici, oggi le cose sono un po’ cambiate.
NON E’ SUCCESSO NIENTE – Di fronte alle 47 lettere di licenziamento recapitate ai dipendenti della Lazzaroni è curioso notare come più parti politiche abbiano reagito accusando i sindacati di drammatizzare la situazione. Che il salvataggio della storica azienda fosse impresa disperata l’avevamo già scritto in un post it prima dell’estate; ma, di grazia, cosa altro dovrebbe capitare ai poveri dipendenti, che degli sconosciuti svaligino loro la casa? Che qualcuno della Confindustria righi loro la fiancata dell’auto? Se la crisi della Lazzaroni dovesse avere un improvviso colpo di coda positivo saremmo i primi a rallegrarcene (facciamo i secondi, va’…) ma qui sembra veramente di stare in una di quelle vignette di Altan dove Cipputi si ritrova sempre l’ombrello in quel posto e viene invitato a non lagnarsi..
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