Vitaliano Trevisan e i suoi Shorts vincono il Premio Chiara

La cerimonia di premiazione si è svolta alla Sala Napoleonica di Ville Ponti

Settantasette giurati, su 180 schede pervenute, hanno espresso il loro favore per Vitaliano Trevisan. Il suo libro di racconti Shorts ha avuto la meglio sugli altri due finalisti, Se vedi il futuro digli di non venire di Gian Luca Favetto, e Mio marito Francesca di Paolo Nelli. Si è conclusa con questo verdetto la sedicesima edizione del Premio Chiara. Alle 17 e 30, nella Sala Napoleonica delle Ville Ponti, Gianni Spartà ha dato inizio alla cerimonia, ricordando che la finale del Premio Chiara faceva ritorno quest’anno nel luogo dove si erano svolte le prime edizioni, abbandonando il Chiostro di Voltorre, viste le condizioni atmosferiche dell’anno scorso.
Dopo i saluti del Presidente della Provincia Marco Reguzzoni e quelli, per forza maggiore epistolari, di Federico Roncoroni, che ha ricordato Gottardo Ortelli e si è augurato la possibilità che nei prossimi anni il premio riporti Piero Chiara al centro dell’attenzione, riprendendo la pubblicazione di un libretto con qualcuno dei tanti inediti che esistono, la parola è passata a Romano Oldrini.
Oldrini ha voluto sottolineare il successo che ha incontrato il tentativo di "svecchiare il premio e intercettare i giovani per dare una prospettiva futura": da qui l’iniziativa di toccare aree tangenziali, in particolare quella della musica, organizzando incontri con alcuni musicisti. Dalla prossima edizione dovrebbe essere la volta del cinema, indagando i rapporti che legavano Piero Chiara e la sua scrittura a questa arte. Fra l’altro, a questo proposito, nel corso della serata sono state proiettate alcune scene da "La stanza del vescovo" e da "Venga a prendere il caffè… da noi", tratto da La spartizione di Chiara, e l’Orchestra Ludwig van Beethoven dell’Associazione Pietro Mongini, con il tenore Giuseppe Veneziano, ha eseguito musiche tratte da "Fratello sole, sorella luna", "Il gattopardo", "Evita", "Via col vento", "Rugantino" e, come bis, da "Lawrence d’Arabia". 
Romano Oldrini è poi passato a parlare del premio di quest’anno e di come abbia avuto il sopravvento "il meccanismo propositivo", quello di cercare di attirare l’attenzione su scrittori nuovi, non di premiare nomi già famosi.

Ermanno Paccagnini, incaricato di presentare i tre finalisti, ha aggiunto come, in questa scelta, il Premio Chiara sia coraggioso e ha precisato che, in realtà, nomi noti c’erano, ma non con libri come quelli scelti. «C’è poi nel Chiara una funzione d’orgoglio, quella di poter dire abbiamo visto prima del tempo, abbiamo premiato per primi questi scrittori». 
Vitaliano Trevisan, Gian Luca Favetto, Piero Nelli: questi gli scrittori di quest’anno, a ciascuno dei quali sono stati assegnati 2500 euro; a Trevisan, in qualità di Supervincitore, se ne sono aggiunti altri 5000.
«Che cosa cambia ora?», gli ha chiesto Gianni Spartà in conclusione di serata. «Non lo so ancora!», ha risposto lo scrittore, con la sottile ironia che percorre i suoi Shorts.

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Pubblicato il 26 Settembre 2004
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