Sergio e Odair Assad: due fratelli venuti dal Brasile
Apertura della stagione 2004-05 del Teatro Sociale. Tutto esaurito per l'esplosivo concerto dei fratelli Assad
Metti un pianoforte arricchito di timbriche multiformi, effetti, virtuosismo e colori; dividilo in due chitarre ed, ecco fatto: questi sono i celebri fratelli Assad.
Il duo di chitarre classiche più famoso al mondo ha aperto Sabato 16 Ottobre la nutrita stagione del Teatro Sociale di Bellinzona.
Tutto esaurito, con pubblico venuto anche da lontano per assistere ad un concerto che sabato sera si vestiva di un valore aggiunto. Oltre alle straordinarie doti di talento, qualità stupefacente dell’assieme, arrangiamenti perfetti, c’era un’azzeccata scelta del programma che, fatta eccezione per la Tonadilla di Joaquin Rodrigo, era interamente dedicato ad autori del Sudamerica. I fratelli brasiliani si formano in una famiglia di musicisti proprio a quelle latitudini riportandoci intatte le caratteristiche del multiforme mondo latino che ben si sposa con la chitarra. Musica popolare alternata a percorsi di autori più colti come Egberto Gismonti ed Astor Piazzolla, si trasformano nelle mani degli Assad, che caratterizzano ogni messaggio sonoro con la loro firma inconfondibile. Il pubblico, incredulo per le straordinarie doti dei due brasiliani, viene trascinato in un viaggio dove le due chitarre sembrano davvero un pianoforte suonato da una sola persona. Il loro rapporto è totalmente simbiotico ed il muro immaginario che divide normalmente due musicisti che suonano assieme viene sgretolato già dalle prime note senza lasciare traccia.
Tutto esaurito, con pubblico venuto anche da lontano per assistere ad un concerto che sabato sera si vestiva di un valore aggiunto. Oltre alle straordinarie doti di talento, qualità stupefacente dell’assieme, arrangiamenti perfetti, c’era un’azzeccata scelta del programma che, fatta eccezione per la Tonadilla di Joaquin Rodrigo, era interamente dedicato ad autori del Sudamerica. I fratelli brasiliani si formano in una famiglia di musicisti proprio a quelle latitudini riportandoci intatte le caratteristiche del multiforme mondo latino che ben si sposa con la chitarra. Musica popolare alternata a percorsi di autori più colti come Egberto Gismonti ed Astor Piazzolla, si trasformano nelle mani degli Assad, che caratterizzano ogni messaggio sonoro con la loro firma inconfondibile. Il pubblico, incredulo per le straordinarie doti dei due brasiliani, viene trascinato in un viaggio dove le due chitarre sembrano davvero un pianoforte suonato da una sola persona. Il loro rapporto è totalmente simbiotico ed il muro immaginario che divide normalmente due musicisti che suonano assieme viene sgretolato già dalle prime note senza lasciare traccia.
Una manciata di bis con Vinicius De Moraes, addirittura una Sonata di Scarlatti e un giochino, oramai un loro cavallo di battaglia, che li vede impegnati entrambi su una chitarra sola. Un’ovazione più che meritata per un graditissimo ritorno che, dopo cinque anni, ritrova i due musicisti su questo palco oramai avvezzo ad ospitare le grandi stelle della musica mondiale.
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