Auguri professor Furia

Incontro con il presidente del Centro Geofisico Prealpino che compie 80 anni

Salvatore Furia, è un’alluvione gradita quella degli auguri per i tuoi 80 anni.
«Mi sento premiato per un servizio giudicato positivo. Varese mi  accolse benissimo nell’ottobre del 1940, al mio arrivo alla stazione vidi il Campo dei Fiori, mi abbagliò come faceva sempre l’Etna. Il giorno  dopo ero in vetta: una giornata luminosa mi fece scoprire la pianura, i laghi,l’arco alpino. Un incanto e fu subito grande amore».

 

Nel tempo hai difeso e valorizzato la montagna con l’osservatorio  e il parco naturale. E hai educato migliaia di giovani all’ impegno nella vita e all’ amore per la scienza e l’ambiente.
Varese ti ama per questo, per  il tuo disinteresse assoluto per l’avere, e  per un corretto,non fanatico, instancabile insegnamento in campo ambientale.
«Ho sempre cercato di spiegare bene, ho combattuto con tenacia: alcune  battaglie le ho vinte, altre le ho perse, ma tutte sono state fatte nell’interesse dell’intera comunità. Ho iniziato evidenziando il problema dell’inquinamento atmosferico, oggi la questione dei rifiuti vede sensibilità collettive migliorate, ma quando la sollevai… E che dire delle energie alternative?! Per la terza cupola dell’osservatorio che stiamo  completando avremo un mulino a vento  che caricherà le batterie.Intere regioni europee oggi sfruttano l’energia eolica».

Ricordo un Furia scatenato nella difesa della brughiera.
«Alla fine degli Anni 60 per Malpensa si programmava senza tenere conto anche dell’inquinamento fonico e del territorio. Fu una bella battaglia. Dal punto di vista della tutela dell’ambiente e della salute pubblica fu molto importante la lotta per difendere la valle del Ticino e il Lago Maggiore dalle conseguenze di possibili infiltrazioni radioattive nel terreno causate dalle scorie radioattive che gli svizzeri volevano stoccare nella Val Canaria».

Con  amici svizzeri fu  combattuta la buona battaglia e vinceste anche perché riusciste a mobilitare Roma.
«Esatto, ma non si arrivò in tempo, dopo un altro duro confronto, a bloccare l’impianto di Piz Piangrand che deve essere tenuto d’occhio:ne va di mezzo la salute di abitanti di immensi territori.  Un’altra battaglia non vinta fu quella per rintracciare le scorie della diossina che avvelenò  Seveso».

Prof, Varese ti è grata: se il lago oggi respira lo deve a te. Ricordo lo shock della città quando riempisti di acqua disgustosa alla vista e all’olfatto la fontana di piazza Monte Grappa… Che ci dici del lago di oggi?
«Che  non ci si deve fermare nella sua tutela e l’azione deve essere comune.Guai se ci si ferma,è un grande bene naturale per la città il lago e anche i cittadini lo devono  difendere attivamente. Ci sono centri non ancora collegati al collettore».

Sei stato e sei un nume tutelare del verde
«Per anni sovrintendente a Varese e poi impegnato nella nascita di parchi»

Quello del Campo dei Fiori è tutto tuo.
«Ho avuto l’idea, gli amici rotariani l’hanno sviluppata».

Salvatore, anche i giornalisti di Varesenews ti vogliono bene e fanno il tifo per te. Sappiamo che hai serie intenzioni, ma se pensiamo al futuro…
«Guarda che il domani di Punta Paradiso c’è già, è un presente attivo e molto affidabile:  i miei ragazzi che si sono preparati nelle Università di Pavia e Milano o che senza laurearsi hanno una competenza eccezionale».

Dopo decenni di attività astronomica, nella quale  sei stato e sei un punto di riferimento, che ti  dice l’esplorazione dell’infinito?
«Che nell’immensità del tempo e dello spazio è presente una volontà creatrice».

Grazie Prof. Rinnovandoti gli auguri li facciamo anche a Varese:che possa avere altri amici sinceri e fedeli come te.

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Pubblicato il 24 Novembre 2004
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