Cadeo appeso ad un filo. Varese cerca un coach

Attesa per le decisioni della società. Tifosi ancora sotto choc

A quarantott’ore dal disastroso derby di domenica tra Varese e Cantù, si attendono novità da parte della società biancorossa. Una cosa è quasi certa: ben difficilmente Giulio Cadeo tornerà ad allenare la Casti Group. Il coach varesino è stato oggetto di una pesante contestazione sul finire della partita e, se possibile, ha peggiorato ulteriormente la propria posizione nel dopo gara, con uno sfogo contro la stampa inopportuno nei modi e nei tempi.

«Giulio nel dopo partita era molto scosso, come tutti noi» lo difende il direttore generale Mario Ghiacci, che aggiunge: «Da parte della società ora il primo pensiero è recuperare un uomo come Giulio, che non merita di essere linciato. Gli stiamo vicini, vogliamo capire le sue intenzioni». Parole dolci che però non intaccano il cuore della faccenda: Cadeo è sfiduciato da ambiente e squadra, compito di Ghiacci è trovare un sostituto
Impresa non facile: il mercato italiano offre forse un unico nome adeguato al prestigio della panchina che fu di Nikolic, Gamba, Recalcati: Marco Crespi da Busto Arsizio, cresciuto nell’Olimpia Milano, scout per conto di alcune squadre NBA e commentatore tecnico di Sky. La strada che porta a lui però potrebbe rivelarsi un vicolo cieco (vorrà Crespi lasciare impieghi gratificanti per scendere nell’arena in queste condizioni?). Rimane poi l’alternativa straniera; anche qui un nome ricorre spesso ed è quello di Boscia Tanjevic, uno dei "padri cestistici" di Meneghin e De Pol. Pure in questo caso però la situazione non è semplice: Tanjevic è inviso da anni a buona parte del pubblico di Masnago per la sua battaglia con Gianmarco Pozzecco, mai in buoni rapporti con il coach slavo.

Detto del capitolo allenatori bisogna anche toccare la questione giocatori, accusati nemmeno troppo velatamente da patròn Castiglioni di avere giocato "contro" Cadeo. Un’ipotesi impossibile da confermare, ma sposata anche da parte di alcuni tifosi, scoraggiati per aver subito una scoppola epocale. Perdere di 35 un derby senza reagire rimane comunque un’onta sul curriculum degli atleti scesi sul parquet: se Cadeo ha colpe anche gravi nella gestione della squadra pure loro non sono esenti da critiche profonde.

Intanto il popolo biancorosso cerca di riprendersi dalla "choc da derby". Sul forum di Varesefansbasket si trova di tutto, dall’incavolato nero al rassegnato a quello che pretende le scuse pubbliche. L’Oscar va però a quelli che preferiscono buttarla sull’ironico: «Voglio trovare un senso a questa squadra anche se questa squadra un senso non ce l’ha» recita un fan di Vasco Rossi. La migliore però tira in ballo le dormite dei giocatori biancorossi: «Il nostro schema di attacco? Più che un "flex" (il sistema adottato da Cadeo ndr) mi sembra un Perma-flex». Vuoi vedere la terapia del sorriso è la migliore in casi come questo?

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Pubblicato il 02 Novembre 2004
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