Dai Led Zeppelin agli Insubres. Il disco è protagonista a Varese
Duemila presenze alla decima Mostra mercato del disco e del cd
Luca ha 21 anni e da Ponte Tresa è venuto all’ippodromo di Varese per easudire un desiderio: trovare il disco in vinile "Led Zeppelin "II". E Alla fine lo ha trovato. «L’ho pagato solo dieci euro – dice Luca, con un sorriso soddisfatto – meno di quello che pensavo e con la possibilità di scegliere tra vari prezzi. Sarà il primo di una lunga serie».
La mostra mercato del disco e del cd, organizzata dall’associazione Area 96 e arrivata alla sua decima edizione, non ha tradito le speranze dei molti appassionati. Almeno duemila le presenze, secondo gli organizzatori.
«Un bel successo – spiega Rocco Cosentino – considerato che i varesini sono un pubblico qualificato e molto esigente. Varese in fatto di dischi e musica ha il palato fine, c’è una cultura musicale radicata e di livello. Qui si possono trovare delle vere chicce, anche perché gli espositori sono stati selezionati. Io ad esempio ho trovato due dischi che cercavo da una vita: "Caravan" un disco di Hatfield & The North ed "Egg 1" dei Polite Force, un disco canterburiano».
Oltre cinquanta gli espositori per soddisfare ogni passione musicale, compresa quella dei picture-disc, versioni "artistiche" a tiratura limitata. «Vengo ogni anno – spiega Elisa di Casciago – perché sono un’appassionata del vinile e di questi pezzi artistici. La mostra mercato di Varese propone cose interessanti a prezzi non proibitivi, soprattutto per chi ama il genere dei picture-disc».
La mostra mercato ha attirato visitatori anche da oltrefrontiera. Nutrita infatti la pattuglia degli appassionati elvetici, tanto che la Radio della Svizzera italiana ha dedicato una diretta alla manifestazione. Il momento live è stato affidato al gruppo Insubres, gruppo di musica etnica che dal 1987 ha avviato un percorso di ricerca nella tradizione musicale europea, dall’Irlanda ai Balcani. L’ultima creatura del gruppo è un cd dedicato alla musica delle Alpi, da occidente a oriente. «Occitani, piemontesi, romanci, tirolesi, veneti, trentini, sloveni e friulani, la regione alpina è una sintesi dell’Europa – spiega Fazio Armellini, percussionista degli Insubres -. La nostra è una musica che si allaccia alle radici ma che guarda in avanti. Nel nostro repertorio c’è la musica celtica ed anche tutta la contaminazione che arriva dalle terre di frontiera, come quelle della ex Jugoslavia».
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