Il Consiglio regionale approva la legge sui minori

Centralità della famiglia e sostegno delle Istituzioni nella nuova legge

Approvata, con il sì della maggioranza e dei Radicali e l’astensione di Margherita, Ds e Rifondazione, la legge che determina e regolamenta le politiche per i minori in Lombardia. Finalità del provvedimento è il duplice riconoscimento dei diritti del minore “a crescere ed essere educato nel contesto famigliare” e della famiglia “a essere considerata risorsa sociale, necessaria alla realizzazione degli obiettivi posti dalla legge stessa”.

Particolare attenzione viene dedicata alla prevenzione delle situazioni di disagio minorile, delineando in modo preciso compiti e competenze delle istituzioni e delle realtà facenti parte della rete di sostegno. La Regione, anche individuando risorse specifiche, si impegna a sostenere le famiglie nei compiti di cura ed educazione dei minori. Vengono inoltre assicurate l’integrazione del minore straniero nella comunità locale e una diffusa informazione sul territorio dei servizi previsti dalla legge. Viene infine istituito l’Osservatorio regionale sui minori, che attraverso la lettura dei fenomeni caratterizzanti l’universo minorile, intende fornire strumenti di orientamento per le iniziative regionali.

Soddisfatta la relatrice del testo Margherita Peroni (FI), che ha puntato l’attenzione sulla “capacità della Regione Lombardia di garantire alla comunità lombarda una rete in grado di fornire servizi tra loro coordinati e qualitativamente più elevati ed efficienti”. "Obiettivo della nuova legge quadro è attuare il principio della sussidiarietà – ha detto Carlo Saffioti (FI), presidente della Commissione regionale Sanità e assistenza – promuovendo il coordinamento delle risorse e dei soggetti operanti sul territorio". Critici i Ds soprattutto per la scarsità delle risorse stanziate: “ Purtroppo – fa notare la Vicepresidente del Consiglio regionale Fiorenza Bassoli (DS) – non è stato accolto un nostro emendamento volto a garantire risorse per i piccoli Comuni che si trovano a dover fronteggiare l’affido di minori da parte del Tribunale”. ” Perplessità anche nelle parole del Conigliere regionale di Rifondazione Giovanni Martina: “il più delle volte diminuiscono di fronte all’aumento del disagio minorile, al quale bisogna saper rispondere con la prevenzione ma anche con atti e fatti concreti”. Giudizio positivo, invece, quello del Radicale Lucio Bertè, vista “l’ufficiale introduzione di un Osservatorio sulle mutilazioni genitali femminili” mentre Silvia Ferretto (Gruppo Misto 9103) chiede “provvedimenti duri e decisi anche contro l’accattonaggio e lo sfruttamento dei minori”.

All’auspicio di  Paolo Danuvola (Margherita) che il provvedimento “sia continuazione della legge n.23 sulla famiglia”, risponde l’Assessore Giancarlo Abelli: “Il nostro obiettivo è quello di far crescere il minore in famiglia e questo non snatura la legge 23”. Poi sempre l’Assessore anticipa la volontà della giunta di incrementare le risorse a favore dei minori: “Per l’anno 2005 – ha detto l’assessore – saranno stanziati 500mila euro”.

Nella legge viene riconosciuto il ruolo della famiglia come pietra fondante della società” ribadisce il leghista Stefano Galli.

Sveva Dalmasso (Per la Lombardia) parla di una “legge che si muove nel segno della continuità e dello sviluppo della politica sociale della nostra Regione, basata sulla centralità della persona e sulla famiglia, sulla solidarietà e sull’assistenza”. “A partire dal buon vivere dei ragazzi e delle loro famiglie – conclude Luca Daniel Ferrazzi, Capogruppo di An – si costruisce una società sana. Per questo motivo abbiamo deciso di approvare questa legge”.

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Pubblicato il 23 Novembre 2004
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