Mastini: una squadra dai due volti

Varese-Torino 5-3 (1-0, 2-2, 2-1). La prova contro i piemontesi ha evidenziato luci e ombre di una squadra che fatica a trovare una personalità

Se i Mastini che domani sera si presentano a Bolzano con un luminoso quarto posto in classifica, un pulmann di tifosi al seguito, un punto in più del diavolo biancorosso che rappresenta l’inizio e la fine della storia (dal primo scudetto dell’87 alla chiusura per… "furto" di otto anni dopo), saranno le stesse ombre giallonere intraviste col Torino, la fase di apparente esaurimento psicologico si completerà e li raccoglieremo sicuramente coi denti e le ossa rotte.

Siamo di fronte a una squadra che gioca in maniera "impossibile".  Sbaglia gol impossibili: una dozzina anche coi piemontesi per colpa della sua vena narcisistica, per il vizio di rincorrere l’accademia e la veronica che celano l’approssimazione e la paura di assumersi la responsabilità del tiro ma soprattutto la mancanza di una personalità forte, di un castigamatti al centro dell’attacco capace di tranquillizzare e non deprimere il gioco frenetico, rabbioso, un po’ folle e impulsivo della squadra di Martino.

Ma oltre a sbagliarli, il Varese subisce pure gol impossibili: addirittura tre col Torino che per rimontare dal 3-1 al 3-3, dopo la paperissima di Della Bella che ha innescato la rimonta ospite (il portierino è scivolato alla Fantozzi in balaustra, rimanendo steso a terra come un sacco morto mentre Bortot, che gli aveva rubato il disco, filava a depositarlo nella porta incustodita), ne ha incassato un altro su erroraccio difensivo e un altro ancora in inferiorità (un classico), il temporaneo 3-3 che per poco faceva perdere la pazienza alla curva.

A proposito: quando gioca il Varese, aboliamo le superiorità numeriche e non parliamone più, visto che non segna con l’uomo in più dalla notte del primo scudetto (e magari prende anche gol, come il primo, subito durante 4 minuti di power play), mentre appena si trova in inferiorità, "becca" quasi matematicamente (il 3 pari è arrivato dopo appena 12 secondi di gioco in quattro contro cinque). Questione di personalità e di sicurezza in se stessi, più che di schemi, visto che il disco "brucia", saltella e rimbalza sulle stecche varesine come se avesse dentro un coniglio: dagli un po’ di valium, ai tuoi ragazzi, Tony Martino (foto), e altre strigliate se non imparano in fretta la disciplina (Iannone è rimasto a guardare Varese-Torino dalla panchina: punizione disciplinare, come Del Neri con Totti e com’era già accaduto poche settimane fa all’intera prima linea d’attacco).

Restando nel campo dell’impossibile, accarezziamo le nuove meraviglie della banda bassotti Pittis-Sisca e lustriamoci gli occhi col "numero" di Salonen (coast to coast a perdifiato dal terzo difensivo alla porta torinese e gol capolavoro del 2-0 "copiato" da Adriano). Willers cresce in difesa, là dove Mansi domina anche se nessuno riesce a spiegarci come abbia fatto questa squadra a pareggiare e quasi a vincere partite, appunto, impossibili contro Fassa ed Asiago, subendo sconfitte altrettanto impossibili contro Milano (0-6) e Cortina (0-8): ma l’"elastico" giallonero tra l’orrore e l’estasi sta per spezzarsi, e ci catapulterà da una parte o dall’altra, tempo che passino la sfida di Bolzano e il derby col Milano che riempirà il Palalbani giovedì prossimo; tra l’apparire grandi o esserlo veramente trascorreranno appena sei giorni.

Siamo di fronte a dei palloncini gialloneri gonfiati oppure a dei veri palloni di cuoio duri e prestigiosi?  Il povero Torino (tre italiani su diciasette giocatori per la squadra-promozione dell’evento olimpico del 2006: se questa non è un’ammissione anticipata di fallimento…) ha ingigantito gli incubi dei Mastini che risiedono soprattutto, crediamo, nel dubbio di non essere all’altezza dell’attuale classifica ma, soprattutto, delle aspettative e dei riflettori che pesano su di loro quando Varese-Bolzano o Varese-Milano fanno rivivere tutta la loro grandeur.

Cari Mastini, ascoltateci bene: noi non vogliamo che siate degni di un passato che nessuno ci potrà ridare ma, nemmeno, portare via. Pensate solo a essere voi stessi: se ci riuscirete, è per questo che vi ameremo.

Varese-Torino 5-3 (1-0, 2-2, 2-1)

Varese: Della Bella (Pucci); Willers, Mansi; Silva, Lahteela, Pittis; Olsson, Trevisani; Sisca, Salonen, Chambers; Rigamonti; Matulik, Toletti, Zinevich.
Non entrati: Sorrenti, Teruggia, Iannone. Squalificati: O’Brien, Murphy.
Allenatore: Tony Martino.

Torino: Kristofer (Moisio); Soderstrom, Johansson, Oberrauch, Prochazka, Raisanen, Winkler; Aalto, Bortot, Brolin, Foremsky, Fournier, Kallio, Karhula, Lipponen, Mattila.
Allenatore: Massimo Da Rin.

Marcatori: nel primo tempo al 12’38" Pittis 1-0; nel secondo tempo al 5’34" Salonen 2-0, 9’21" Bortot 2-1, 18’27" Willers 3-1, 19’14" Winkler; nel terzo tempo al 9’48" Mattila 3-3, 16’10" Lahteela 4-3, 19’17" Sisca a porta vuota 5-3.
Arbitro: G. Moschen.
Spettatori: 600 circa.

Undicesima giornata: Milano-Asiago 3-3 (1-0, 2-2, 0-1), Bolzano-Alleghe 5-1 (1-0, 1-1, 3-0), Renon-Val Pusteria 3-0 (1-0, 1-0, 1-0), Varese-Torino 5-3 (1-0, 2-2, 2-1), Fassa-Cortina 1-1 (1-0, 0-1, 0-0).

Classifica: Milano 17; Cortina e Fassa 16; Varese 13; Bolzano 12; Renon e Asiago 11; Alleghe 6; Val Pusteria 5; Torino 3.

Sabato (ore 20.45): Cortina-Milano, Asiago-Torino, Valpusteria-Fassa, Bolzano-Varese (20.30), Alleghe-Renon.

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Pubblicato il 05 Novembre 2004
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