Quattrocento anni di Sacro Monte, la Chiesa si mobilita
La prima iniziativa è prevista sabato pomeriggio. Il prevosto Don Maffi: «Non abbiamo paura che si sviluppi anche un “turismo laico"»
Dopo l’amministrazione comunale, anche la Chiesa si mobilita per festeggiare il quattrocentesimo anniversario della Via sacra, che cadrà l’anno prossimo. Il Prevosto di Varese, don Peppino Maffi, ha annunciato una serie di iniziative volte a sottolineare la vocazione religiosa del Sacro Monte.
La prima è in programma per questo pomeriggio, alle 15:30, una salita sulla via delle Cappelle per ricordare la storica visita di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta esattamente vent’anni fa, nel novembre 1984. Al termine dell’ascesa verrà celebrata una Messa officiata dal Cardinale Attilio Nicora.
Nel periodo natalizio sarà invece possibile ammirare il presepe del Cacciatori, presso il convento delle suore Romite Ambrosiane, che verrà aperto al pubblico per l’occasione. Per il 2005 invece sono già previste due iniziative di forte significato religioso. Il 2 aprile farà visita al Sacro Monte il Vescovo della nostra diocesi Dionigi Tettamanzi, mentre il 23 settembre verrà effettuata un’ascesa alle Cappelle in compagnia di Monsignor Ravasi, noto biblista che durante la salita commenterà i “Misteri della Madonna”. Altre iniziative verranno proposte in seguito da un apposita commissione, formata da rappresentanti dell’amministrazione comunale, della Chiesa, dell’associazione “Amici del Sacro Monte”e della fondazione “Paolo VI”.
«Vogliamo proporre una forte identificazione fra Sacro Monte e pellegrinaggio, bisogna riscoprire il significato del silenzio del fedele davanti ai misteri della fede» – spiega don Maffi. La Chiesa cerca dunque di insistere sulla vocazione religiosa del Sacro Monte, ben sapendo però che per lo sviluppo turistico (e religioso) della zona servono ben altri progetti, come emerge chiaramente dalle parole del Prevosto: «Non abbiamo paura che si sviluppi anche un “turismo laico”, attratto più dalle bellezze paesaggistiche che da motivazioni religiose, e siamo favorevoli alle infrastrutture come l’ascensore verticale o i parcheggi d’interscambi, che facilitano l’accesso al monte. Detto questo, è tuttavia importante che non venga snaturata la vocazione storica del borgo, quella di natura religiosa».
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