Ritorna il parto in acqua al Galmarini
Boom di nascite all’ospedale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie anche alla reintroduzione della nuova tecnica
Boom di nascite all’ospedale Galmarini dove il reparto ha recentemente aperto alla possibilità di partorire in acqua. Per l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, gestita dal primario Arturo Spadea, in carica dal febbraio di quest’anno, si tratta dunque di un “nuovo corso”, segnato, innanzitutto, da un incremento dei bimbi nati nella struttura tradatese, che, da gennaio a oggi, sono stati (fino al 23 novembre) 864 (446 maschi e 418 femmine; 183 con parto cesareo), 109 in più dello stesso periodo dello scorso anno.
«Un segnale, questo – commenta lo specialista -, della fiducia accordataci da tante donne in dolce attesa che ci fa pensare che ci sarà un’ulteriore crescita dei nati nel corso del 2004». Per il reparto, con l’arrivo del dottor Spadea, c’è un’altra novità, anzi un “gradito ritorno”, quello del parto in acqua. Il servizio, sospeso nel corso della precedente gestione dell’Unità Operativa, è stato ripreso da circa un mese, in accordo con la Direzione medica di presidio e con quella aziendale.
“Sicuramente il rilancio di questa modalità di approccio al parto – sottolinea la dottoressa Brunella Mazzei, direttore medico di presidio – consente di vivere l’evento della nascita di un figlio con maggiore serenità rispetto al parto tradizionale. Inoltre, si spera che l’attuale trend di nascite in crescita possa essere mantenuto anche i prossimi anni, vista anche la disponibilità di un’area Nido completamente rinnovata in termini organizzativi e strutturali”.
«La scelta di procedere con il travaglio o il parto in acqua – spiega il primario Arturo Spadea – va fatta con molta accuratezza, secondo un protocollo ben preciso. Innanzitutto, ci dobbiamo trovare di fronte a una gravidanza fisiologica, con un solo bimbo che ha superato le 37 settimane e posizionato correttamente. Sono dunque esclusi i parti gemellari e, ad esempio, quelli podalici». Considerato poi l’effetto rilassante e defatigante dell’acqua, questa prassi è indicata per donne particolarmente ansiose o stanche o con travagli molto lunghi e spossanti, con contrazioni particolarmente intense, con forte tensione muscolare, rigidità del bacino e dolori lombari acuti.
E per il piccolo, quali i vantaggi? «Per il feto – prosegue il primario – venire alla luce in un ambiente ‘fisiologico’ simile a quello creatosi nell’utero della mamma è meno traumatico. Inoltre, il cosiddetto diving reflex impedisce al neonato di inspirare il liquido sia nell’utero sia nella vasca». Per tutte le donne in attesa, la sala parto del reparto di Ostetricia del “Galmarini” riserva anche qualche piccolo comfort. La stanza è attrezzata con un impianto per ascoltare musica – le signore possono portare anche i cd preferiti da casa – e di un impianto per regolare intensità e colore delle luci: il tutto per rendere l’emozionante esperienza del parto la più serena e rassicurante possibile.
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