Un percorso poco impegnativo. Parola di Ivan Basso
Il percorso scelto per la candidatura di Varese ai Mondiali di ciclismo nel 2008/10 ha molti punti in comune con quello del 1951
Il percorso scelto per la candidatura di Varese ai Mondiali di ciclismo su strada nel 2008/10 ha molti punti in comune con quello del 1951. Luogo di partenza e arrivo di tutte le competizioni sarà l’ippodromo delle "Bettole", che ospiterà anche gli uffici organizzativi, la sala stampa, oltre al villaggio commerciale e all’area di riscaldamento per le varie nazionali in occasione delle prove a cronometro. «È un’area che si presta molto bene – spiega Gabriele Sola, coordinatore della candidatura e già coordinatore del mondiale di Verona -, perché è inserita in un contesto sportivo-turistico importante, che comprende oltre all’ippodromo, anche il palaghiaccio, le Ville Ponti e gli uffici della promozione turistica. Il connubio tra la bellezza del paesaggio, la tradizione sportiva di questa terra, e la ricchezza industriale sono le motivazioni principali della candidatura».
Il circuito per le gare in linea è tutto all’interno del comune di Varese: un anello di 15 chilometri e 120 metri che i ciclisti dovranno percorrere 17 volte. L’unico strappo impegnativo è rappresentato dalla salita dei Ronchi, tre chilometri con un dislivello di 137 metri, una pendenza media del 4,5 per cento, e una massima del 12. Appena usciti dall’ippodromo i ciclisti imboccheranno viale Aguggiari, proseguiranno per via Crispi, via Sanvito, via Caracciolo, per scendere a Calcinate degli Orrigoni. Percorerrano via Valle Luna e arriveranno sul lungolago della Schiranna, dove saranno a metà dell’opera. Saliranno per i Ronchi, raggiungendo nuovamente il cuore della città: via Trentini, piazza Libertà, via 25 aprile. Un passaggio davanti al Comune, e poi via Volta, via Manzoni e Medaglie d’oro, viale Casula, via Golico e viale Valganna. All’orizzonte di nuovo l’ippodromo da cui si ricomincerà per altre sedici volte. «È un percorso che si addice molto al campione Freire – dice Ivan Basso -. Non è così impegnativo come sembra, perché la salita dei Ronchi non fa selezione. Diversa sarebbe stata la scelta del Montello, più continua e omogena, capace di fare selezione vera come nella Tre Valli di qualche anno fa».
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