«Ho visto l’onda portarsi via mio marito»
Due i voli giunti a Malpensa da Malé
Giornata di rientri a Malpensa. Gli italiani sopravvissuti alla tragedia dello tsumami in Asia stanno tornando a casa e con loro non mancano i racconti agghiaccianti. «Ho visto l’onda portarsi via mio marito, che era in acqua» dice quasi piangendo Maura Fresa di Ravenna, «io e i miei figli ci siamo aggrappati e siamo riusciti a resistere all’acqua, poi per fortuna abbiamo ritrovato Roberto (il marito, ndr) illeso: l’onda, anzichè travolgerlo, lo ha trasportato e depositato a terra».
Alle 12,59, con oltre un’ora di ritardo, è infatti giunto a Malpensa il volo Eurofly partito da Malé per ricondurre a casa 249 italiani reduci dall’esperienza del maremoto. Di essi 143 sono giunti a Malpensa (gli altri sono scesi allo scalo intermedio di Roma Fiumicino).
Il giovane Andrea Renzi, di Verona, racconta: «Il villaggio è andato completamente distrutto, abbiamo perso gran parte del vestiario e i passaporti. Io e l’amico con cui condividevo la stanza siamo stati travolti dentro il bungalow, io sono riemerso subito, illeso, mentre il mio amico ora ha dodici punti di sutura sulla gamba e sul piede. Appena siamo riusciti ad uscire, abbiamo subito cercato di aiutare i feriti, che erano molti, anche gravi».
In mattinata era giunto un altro volo, sempre di Eurofly, che ha ricondotto a casa altri 150 reduci del disastro. Questi sembravano però dei "fortunati" nella tragedia, in quanto le loro testimonianze racocntavano perlopiù di atolli, come quelli di Alimatà e Ari meridionale, che lo tsunami non ha travolto completamente, permettendo a molti di sfuggirvi. Ad Ari meridionale l’acqua è giunto solo a lambire i bungalow, avanzando e ritirandosi una decina di volte, mentre ad Alimatà i turisti hanno avuto il tempo di vedere l’onda che arrivava e di rifugiarsi al centro dell’isola, risparmiato dal furore dell’oceano. Contrariamente ai passeggeri del secondo aereo, infine, questi non lamentavano particolari disservizi e lungaggini nel viaggio di ritorno, sostenendo che si era forse esagerato nel riportare notizia di problemi per il rientro.
Nel pomeriggio, alle 16,30, un terzo aereo pieno di turisti di ritorno da Malé. Frattanto continua indefesso il lavoro dei quindici psicologi del Servizio di emergenza che, in collaborazione con la Protezione Civile, si stanno impegnando per assistere le persone di ritorno dallo scenario del grande dramma. Nelle parole della responsabile del servizio Rita Fioravanzo, ora si tratta di prevenire il disturbo post-traumatico da stress, che insorge a distanza di qualche tempo dal trauma, con il ritorno alla normalità.
Intanto molte persone starebbero per compiere voli in direzione inversa, per andare alla ricerca dei parenti dispersi, soprattutto in Paesi come Thailandia e Sri Lanka, ma al momento la SEA non è in grado di confermare; nè si sa ancora quando rientreranno le salme finora identificate.
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