«La poesia aiuta a conoscere il mondo e se stessi»
Un laboratorio di produzione poetica, una insegnante e dieci allievi speciali
Non è la setta dei poeti estinti e nemmeno l’Accademia della Crusca, ma nel laboratorio di produzione poetica dell’Auser si respira un’aria particolare. L’entusiasmo dei partecipanti al corso tenuto da Mariapia Giustolisi è palpabile: l’esperienza di comporre poesie è coinvolgente, qualsiasi sia il motivo per cui si comincia. C’è chi ha iniziato a scrivere poesie per sfida, chi perché non l’aveva mai fatto, chi per semplice piacere e chi perché aveva bisogno di avere disciplina. Già, perchè la poesia è innanzitutto disciplina della parola, del ritmo e del respiro. «Attraverso la poesia l’individuo – spiega Mariapia Giustolisi – puo’ scoprire il mondo e se stesso. Puo’ mettersi in relazione con la natura e le altre persone, può con la realizzazione fantastica superare i propri conflitti, puo’ soddisfare il suo bisogno di socializzazione attraverso il momento comunicativo della propria composizione al gruppo. Insomma la poesia puo’ fare molte cose».
Giorgio, Anna, Mariele, Giampiero (il Poeta), Elisa, Mario, Ierina, Norma, Lilliana e Annamaria si sono divertiti. Ognuno di loro ha creato e scritto con l’intensità e la sensibilità della propria esperienza, guidati dall’esperta docente (la regola è la regola, soprattutto in poesia), ma liberi nell’espressione e la pubblicazione di fine corso ne è una bella testimonianza: dall’officina all’arcobaleno la distanza non è poi così incolmabile se di mezzo c’è una poesia. Ridono e scherzano i novelli poeti, qualcuno viene fregiato del titolo di POETA, con tanto di corona d’alloro di memoria dantesca. «Abbiamo adottato delle tracce di lavoro – dice la docente -, siamo partiti da parole stimolo, per passare ai sapori, ai rumori e ai colori. Si puo’ fare poesia partendo da un oggetto o da un’immagine. Abbiamo affiancato all’esercizio lezioni di metrica e analisi comparata di testi poetici».
Nel corso di poesia dell’Auser c’è anche posto per il dialetto bosino e Norma ne fa buon uso, senza forzature politiche, perché la cultura della tradizione vera non ne ha bisogno. Mariapia Giustolisi li ha condotti con il piglio dell’insegnante e con la dolcezza della poetessa, tanto che la sua "bilancia" di fine corso pende smisuratamente dalla parte della nostalgia e dell’affetto per questo gruppo di poeti ritrovati.
"E poi d’estate torneranno i grilli" titola la pubblicazione dell’Auser dedicata a questa bella esperienza.
Si salutano con affetto i poeti, ma dietro un brindisi di fine anno c’è la speranza di un laboratorio-bis.
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