La ricandidatura di Mentasti divide il centro-destra
An sta con Mentasti, contro Lega e Udc mentre in Forza Italia c'è chi vorrebbe qualcun'altro
La ricandidatura di Gianercole Mentasti alla poltrona di primo cittadino a Luino sta creando scompiglio all’interno della Casa delle Libertà e una guerra di comunicati stampa. Dopo l’annuncio fatto ai cronisti convocati in una conferenza stampa le repliche sono fioccate da ogni parte. Mentasti ha definito naturale la ricandidatura di un sindaco uscente che ha ben operato e ha ritenuto opportuno seguire la tendenza emersa dall’ultima riunione del ditrettivo provinciale di Forza Italia che parlava di ricandidature dei sindaci uscenti.
La prima reazione di stizza arriva dalla coordinatrice territoriale dell’Udc Claudia Mandanici che, alcuni giorni appresso alla ricandidatura Mentasti, aveva espresso un no secco chiedendo al sindaco di farsi da parte e rilanciando l’Udc come guida della coalizione di centro-destra. Alla coordinatrice Mandanici risponde Alleanza Nazionale con un conunicato firmato dal coordinatore del circolo territoriale Mario Contini il quale trova inaccettabile l’uscita dell’Udc: «L’Udc ha già ottenuto la presidenza e la vice-presidenza della comunità montana con un’azione di forza evitando di sedersi al tavolo con gli alleati, ora basta con questi metodi disgregatori». Si profila, dunque, un duro scontro politico all’interno della coalizione.
Anche la Lega Nord, che non aveva partecipato alla coalizione che vinse nel 2000, entra nel dibattito e definisce «un fatto gravissimo l’autoriproposizione di Gianercole Mentasti a mezzo stampa senza nemmeno convocare le forze facenti parte della Casa delle Libertà». Il comunicato diramato dalla Lega Nord luinese esprime rispetto per il sindaco uscente ma ritiene indispensabile un coinvolgimento di tutte le forze di una coalizione prima di fare certi annunci perché la Cdl non è solo Forza Italia.
La coalizione uscente arriva a fine mandato in ordine sparso, dunque, con in più l’incognita Lega Nord ancora da sciogliere.
Intanto anche all’interno della stessa Forza Italia non tutti si stringono attorno a Mentasti e la possibilità, ancora viva, di incaricare Vittorio Minelli non sembra essere tramontata. Ora che tutti hanno scoperto le carte, forse ripartirà il confronto all’interno della coalizione per arrivare ad un candidato comune.
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