Truffava anziani in difficoltà, dipendente del comune in manette
La donna dovrà rispondere dei reati di concussione e circonvenzione d'incapace
Per quasi un anno ha sistematicamente raggirato una coppia di anziani che assisteva, promettendo loro di far avere alla donna, 76enne e invalida all’80%, l’invalidità totale e il conseguente assegno di accompagnamento in cambio di denaro. Poi, nel pomeriggio di martedì 7 dicembre, per Giancarla Introini, 53enne ausiliario socio assistenziale del Comune di Cassano Magnago, sono scattate le manette dei Carabinieri.
La squallida vicenda ha avuto quale sfondo il rapporto di fiducia che la Introini aveva creato con una coppia di anziani, 76 anni lei (con morbo di Parkinson, Alzheimer ed osteoporosi), 77 lui (anch’egli non nelle migliori condizioni, confuso e smemorato). L’ assistente sociale ha convinto i due anziani che sarebbe riuscita a far avere alla donna l’assegno di accompagnamento conseguente all’invalidità totale a patto, naturalmente, che "si ungessero" certe ruote. La Introini è giunta a citare nomi di medici compiacenti – che nell’interrogatorio di fronte al PM Polizzi la donna avrebbe detto essere inesistenti – e addirittura a telefonare, con voce camuffata, fingendosi una dottoressa, pur di convincere i due a rilasciarle un flusso costante di denaro. Non solo, ma ogni mese la donna consegnava 100-200 euro ai due anziani, dicendo che si trattava di "anticipi" sul promesso ( e fantomatico) assegno d’accompagnamento.
Nel frattempo, tuttavia, i due anziani hanno completamente prosciugato i loro averi in "mazzette" per la presunta intermediazione all’assistente sociale. Circa 50.000 euro sono stati consegnati all’assistente tra la fine del 2003 e lo scorso mese di novembre, quando un nipote della coppia, contattato per ottenere la restituzione di un vecchio prestito, é corso dai Carabinieri subito dopo essersi fatto raccontare dallo zio come stavano le cose.
L’arresto della Introini è avvenuto in flagranza: aveva con sè 2000 euro in contanti mentre usciva dalla casa dei due anziani. A sua difesa la donna ha detto di aver passato un momento difficile dal punto di vista economico, e ha tentato di addossare la responsabilità di quanto avvenuto ai due anziani (cercando di derubricare l’accusa da concussione a corruzione, per la quale le pene sono più leggere). Secondo la Introini i nomi dei sanitari citati ai due anziani sarebbero inventati: ma il Pm Giovanni Polizzi vuole vederci chiaro, per escludere che dietro la vicenda vi sia un "giro" di persone coinvolte. Il magistrato ha quindi rivolto un appello per sapere se altre persone siano state truffate dalla donna, che ora è in carcere a Monza con l’accusa di concussione e circonvenzione d’incapace.
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