Una libera circolazione senza dumping salariale
Il Consiglio nazionale ha approvato i bilaterali bis per i nuovi 10 paesi Ue
Firmato il 26 ottobre scorso a Bruxelles, questo protocollo prevede un’apertura graduale del mercato del lavoro svizzero ai cittadini dei 10 nuovi paesi membri dell’Ue.
In tal modo, il Consiglio nazionale intende evitare che uno dei due testi possa entrare in vigore senza l’altro.
I deputati hanno quindi approvato, con una sola votazione, sia il protocollo addizionale che le misure di accompagnamento: 129 i voti favorevoli, 34 quelli contrari e 9 le astensioni.
Su questa decisione di legare i due oggetti dovrà ancora pronunciarsi la Camera dei cantoni.
Sulle misure d’accompagnamento, la maggioranza della Camera ha globalmente seguito la linea tracciata dal Consiglio federale e dal Consiglio degli Stati, come pure dai partner sociali.
Il Nazionale non ha voluto respingere o annacquare il dossier, caro ai sindacati. Le organizzazioni dei lavoratori avevano minacciato un referendum in caso di mancata adozione di nuove norme antidumping da parte del Parlamento.
La Camera del popolo ha ammesso che non sarà più necessario che una minima proporzione di impiegati sia legata a un CCL per poter renderlo obbligatorio per tutto un settore.
Per contro, il quorum legato al numero di lavoratori occupati sarà aumentato dal 30 per cento al 50 per cento, affinché la quota sia sufficientemente rappresentativa di un settore.
I costi saranno a carico della Confederazione nella proporzione del 50 per cento. Il Nazionale si è così allineato agli Stati su uno dei punti principali delle misure di accompagnamento.
In linea di principio ci dovrebbe essere almeno un ispettore per cantone. I piccoli cantoni – ha spiegato il ministro dell’economia Joseph Deiss – potranno unirsi.
L’idea è di prevedere circa un ispettore ogni 25’000 posti di lavoro. Ciò significa 150 ispettori in tutto.
Una minoranza guidata da Hans Kaufmann (UDC/ZH) si è opposta all’introduzione degli ispettori e al controllo statale. Kaufmann ha detto che per compiere questo lavoro sono appositamente state istituite le commissioni tripartite, nelle quali sono rappresentati i partner sociali e le autorità.
Gli ispettori – gli ha fatto notare Meinrado Robbiani (PPD/TI) – sono d’importanza cruciale per il rafforzamento delle misure d’accompagnamento. Se vi si rinuncia, si compromette l’appoggio alle misure, negoziate tra i partner sociali.
La Lega dei ticinesi e l’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) hanno assicurato il loro appoggio, nonché una quindicina di organizzazioni «anti-Ue». Saranno i DS a dirigere il comitato referendario.
Da notare che un rifiuto da parte del popolo di questo protocollo addizionale rischierebbe di compromettere l’intero pacchetto di accordi bilaterali già in vigore tra Svizzera e Ue.
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