Universitari all’esame di volontariato
Distribuito dal Cesvov e dal CVV agli universitari un questionario per conoscere la loro opinione e la loro disponibilità nei confronti di esperienze solidaristiche
Cosa pensano i giovani universitari del volontariato? Si avvicinano o si avvicinerebbero volentieri a questo mondo? Quanto lo conoscono e fino a che punto sarebbero disposti a conoscerlo meglio?
Sono questi alcuni degli interrogativi a cui si vuole rispondere somministrando un questionario ai ragazzi che frequentano tutte e tre le facoltà della sede varesina dell’Università dell’Insubria, con l’obiettivo di dar vita a un maggior dialogo tra loro e le realtà del volontariato. L’iniziativa di proporre il sondaggio tra le giovani generazioni è portata avanti in tandem dal Cesvov (Centro servizi per il volontariato della provincia di Varese) e dall Cvv (Coordinamento comunale delle associazioni di volontariato varesine).
«Il tentativo – racconta Vincenzo Saturni, presidente del Cesvov e responsabile del progetto – è quello di conoscere cosa pensano i giovani relativamente alle tematiche del volontariato, alla loro disponibilità, alle loro esperienze già maturate e in essere. Solo così si potrà rilanciare veramente l’esperienza dello sportello volontariato – università». Alcuni anni fa era stato fatto un primo tentativo di aprire presso l’Università dell’Insubria un canale di dialogo tra volontariato e giovani, mettendo in atto un progetto che fu finanziato dalla Fondazione Cariplo, ma l’esperienza ha faticato ad affermarsi. «Proprio per questo – spiega ancora Saturni – ora abbiamo pensato di chiedere ai ragazzi cosa si aspettano e vogliamo capire anche cosa sono disposti a fare per gli altri».
La stesura delle domande è stata affidata al professor Bellani, di Psicologia clinica dell’Università dell’Insubria: la lettura delle risposte permetterà di effettuare una analisi scientifica della propensione degli studenti alle tematiche del volontariato, di conoscere le loro opinioni in proposito e soprattutto di avere le basi per poter proporre in modo più razionale iniziative di promozione del volontariato e di coinvolgimento dei giovani, acquisendo anche eventuali disponibilità.
«L’importanza di stimolare i giovani a riflettere sul volontariato – dice ancora Saturni – è aumentata dal fatto che con la fine della leva obbligatoria verrà meno anche l’obiezione di coscienza e i giovani disposti a fare esperienze nel sociale potranno farlo attraverso il servizio civile volontario». Quest’ultimo costituisce infatti una opportunità che – con la fine dell’obbligo bilatere – sarà offerta a tutti i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 26 anni.
«Contiamo – conclude Saturni – di poter presentare i dati ottenuti attraverso il questionario in un convegno a primavera. Ci piacerebbe inoltre estendere l’iniziativa anche all’altra università del Varesotto, la Liuc di Castellanza».
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