Arriva la pagella “fai da te”
Il Ministero vara la liberalizzazione delle pagelle. Ogni scuola è chiamata a ideare un modello, sostenendo i costi della stampa
Cara vecchia pagella addio. Si avvicina la fine del quadrimestre e nelle scuole fioccano interrogazioni e compiti in classe. Quest’anno, però, la fibrillazione è alle stelle nella scuola primaria, già in piena riforma Moratti, alle prese con decreti e circolari emanati dal Ministero per applicare il dettato normativo.
L’ultima in ordine di tempo porta la data 3 dicembre e si intitola: "Indicazioni per la valutazione degli alunni e per la certificazione delle competenze nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado".
Titolo apparentemente innocuo ma il cui contenuto è una vera e propria bomba per i dirigenti delle scuole ex elementari: "Ci attendevamo una circolare che desse indicazioni applicative del decreto – spiega Antonio Antonellis, dirigente del plesso di Comerio – Ma mai ci saremmo attesi simili indicazioni".
Non solo la circolare porta alcune innovazioni poco "applicabili" in base alla normativa vigente, ma attribuisce alla scuole la piena autonomia circa l’ideazione, la realizzazione e la stampa delle pagelle: "Sul sito del Miur viene indicato un modello generico a cui ispirarsi. Ma non è modificabile né, tantomeno, stampabile. Così ogni scuola si è dovuta arrangiare a pensare un modello valido, a trovare una tipografia che facesse il modello e la stampa. Tutto a spese della scuola che naviga già in acque torbide quanto a finanziamenti e si attende, per il prossimo anno, di un giro di vite del 30% sul fronte delle spese per il personale supplente e per le voci legate alla normale amministrazione".
A febbraio, quindi, verranno distribuite "pagelle fai da te", diverse da plesso a plesso: "Rischiamo anche di creare difficoltà tra quei bambini che devono cambiare".
Per tentare di ovviare alla "liberalizzazione", i dirigenti si sono riuniti per valutare alcuni modelli e per stringere alleanze al fine di ridurre i costi: "Ormai siamo in dirittura d’arrivo. Abbiamo fatto i miracoli: alcuni hanno ideato modelli nuovi, altri si sono attenuti a quello suggerito dal ministero, altri hanno preferito risfoderare la vecchia pagella per non creare confusione tra le famiglie".
Ma non è solo la pagella ad aver mandato in confusione la classe dirigente delle scuole: "Tra le varie indicazioni – prosegue Antonellis – c’è stata anche quella di inserire la valutazione del comportamento come fatto singolo, come se fosse possibile distinguere nel processo pedagogico didattico la dimensione comportamentale da quella cognitiva oltre alla reintroduzione con semplice circolare nella scheda comune dell’insegnamento della religione cattolica. Due scelte che hanno spiazzato tutti quanti: dare un voto in "comportamento" fa crollare tutto il percorso pedagogico compiuto in questi ultimi 10 anni, mentre il voto in religione è in palese contrasto con il concordato del 1985. Inoltre, si dimentica il fatto che la religione è materia facoltativa".
E la situazione non migliora nemmeno nel campo prettamente educativo: "Sono state abrogate le norme che riguardavano gli scrutini, i consigli di classe, i consigli di interclasse. Non è chiara la funzione del dirigente nell’equipe pedagogica, e quale sia il suo ruolo. L’ultima circolare rimanda alle direttive applicate negli anni scorsi, dimenticando che quelle regole sono state abrogate. Abbiamo chiesto lumi al ministero, speriamo arrivino in tempo utile".
La scuola "dei miracoli" torna a farsi viva…..
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