Divieto d’arrosto
In che razza di paese viviamo ce lo dice in maniera stupefacente l’articolo di Maria Grazia Bruzzone comparso sulla Stampa qualche giorno fa: l’attenta cronista si è accorta che, alla faccia della legge introdotta con gran clamore, a Palazzo Madama i senatori fumano tranquilli infischiandosene del divieto. Fenomenali le scuse tirate in ballo dai trasgressori tirati per la giacca dalla giornalista. Si va da «Io la legge non l’ho votata, dunque fumo» a «Visto che ci sono i portacenere , ne approfitto». Una fantastica lezione di civiltà per tutto il paese al quale non si sottrae la tenebrosa Jole Santelli, sottosegretario alla giustizia (teoricamente una a cui il rispetto delle leggi dovrebbe importare qualcosa), pure beccata con la sigaretta accesa. Ma a una che è entrata nel governo per aver fatto pratica legale nello studio Previti, non è che si possa chiedere la luna.
VABBE’, POTEVA ANCHE PIOVERE… – Da quale settimana di sfiga nera stia uscendo Varese ce lo dice la seguente concatenazione di episodi. I musei civici, e con essi la programmazione culturale dell’intera città, restano senza direzione e al momento senza futuro. Alla Fondazione Mazzotta si apre una supermostra dedicata a Guttuso grazie alle opere di un collezionista privato di Varese (per chi non lo sapesse, la fondazione Mazzotta sta a Milano). Como si appresta a inaugurare una mostra su Picasso, destinata a bissare il successo di quella dell’anno passato su Mirò (150 mila presenze al botteghino). Busto Arsizio diventa la nuova mecca del cinema ad alto contenuto tecnologico grazie ai nuovissimi studios realizzati anche per merito del contributo del Comune. Come essere sotto di tre gol dopo cinque minuti e beccarsi pure l’espulsione del portiere.
SCUSATE IL DISTURBO – Anche la storia scovata dal bravo Andrea Camurani per Varesenews è a suo modo specchio dei tempi. Dunque la Comunità Montana della Valcuvia sponsorizza un volume su etica e medicina, tra gli interventi ci finisce anche lo scritto di un oncologo nel frattempo arrestato perché si faceva pagare mazzette da malati di tumore. Secondo voi qualcuno si fa avanti per riparare alla gaffe? No, peggio: i curatori se ne accorgono ma spiegano che per non dare l’impressione di infierire sul medico arrestato, hanno lasciato le cose come stanno. Come sempre diciamo, ognuno è innocente fino alla condanna; ma che adesso il senso della legalità e il rispetto della decenza si trasformino in senso di colpa, è un po’ grossa.
POSSO METTERE LE CATENE COL BURQA? – Se mai dovesse nevicare, sarà divertente vedere gli effetti dell’ordinanza che a Varese obbliga a mettere le catene anche con due fiocchi o che autorizza le auto con più passeggeri a invadere le corsie dei mezzi pubblici. Sull’emergenza neve già ci siamo espressi una settimana fa. Però abbiamo letto e riletto l’ordinanza in questione e abbiamo rilevato una lacuna che di solito costituisce un marchio di fabbrica di Palazzo Estense. Manca un articolo che stabilisca: «Non sono ammesse deroghe alle disposizioni di cui sopra, nemmeno per motivi religiosi». Così, tanto per non perdere l’abitudine…
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