Alì il comico è tra noi

Dove si scopre un genio della risata, si lancia un allarme informazione e si fa un ripassino di catechismo

Milioni di elettori dell’Ulivo da mesi vanno manifestando nei più fantasiosi modi il seguente sentimento: dipendesse da loro, andrebbero a Bologna, si caricherebbero Romano Prodi sulle spalle e lo porterebbero di peso a piedi fin sulla soglia di Palazzo Chigi. Alla luce di tutto ciò ha ancora senso discutere di primarie?

ALDO, GIOVANNI E GIACOMO – Pensa che ti ripensa, alla fine la lampadina nella mente si è accesa. Ecco chi ci ricordavano le ultime esternazioni del sindaco Fumagalli sulla crisi di Palazzo Estense. Perdinci, è Alì il Comico! Ricordate? Era quel ministro di Saddam Hussein che, mentre i carrarmati americani ormai sferragliavano per le vie di Baghdad, convocava conferenze stampa per dire che la situazione era sotto controllo e che gli infedeli sarebbero presto stati ricacciati in mare. Così l’Aldo, mentre Forza Italia ritira i suoi assessori dalla giunta perché dice che si rischia di non combinare più una mazza da qui al 2007, mentre non c’è uno straccio di idea e di quattrino sul futuro di Varese, mentre la procura mette il naso nei favori fatti alla Scuola Padana, dagli Usa ribatte che sono tutte panzane inventate dell’opposizione e che il futuro è radioso perché lui ha in testa un gemellaggio con un’oscura città russa. Solo un genio della risata può fare simili affermazioni restando perfettamente serio.

IL PARTITO DELL’AMORE – “Guardiamo bene chi sono i nostri avversari? Bè innanzitutto ci sono i comunisti dossettiani come Rosi Bindi, poi ci sono i Ds e lì, vabbè, sappiamo chi c’è dentro. E poi ci sono i no global, i centri sociali abituati a spaccare vetrine e tutto quello che trovano sul loro passaggio. Ecco, se questi guerriglieri, questi anarchici dovessero vincere, spazzerebbero via tutto”. Massimo Buscemi, candidato di Forza Italia alle prossime regionali, così dipinge il centrosinistra alla sua convention di Villa Ponti. Post scriptum: la domanda a cui stava rispondendo era: “Cosa cambierà nella sanità lombarda in caso di vittoria dell’Ulivo?”.

CRONACHE PREALPINE – Tutta la solidarietà del mondo al collega Gianfranco Giuliani, cronista politico della Prealpina, brutalmente rimosso dal suo incarico e spedito dalla sera alla mattina, come si suol dire, a far la guardia a un bidone di benzina. Stupisce l’assoluta mancanza di motivazioni plausibili a un provvedimento tanto grave preso dal direttore della Prealpa Roberto Ferrario, stupisce il silenzio che ha circondato l’intera questione, non fosse per una notizia pubblicata da Varesenews. E noi ci domandiamo: esiste in via Tamagno un problema di libertà dei giornalisti? Con quali garanzie di serenità, alla luce di quanto è successo a Giuliani, i colleghi del quotidiano locale si mettono alla tastiera a vergare i loro articoli? Dicono che qualche settimana fa il direttore Ferrario, alle nove di sera, ha tolto d’imperio dalla pagina pezzo e titolo riguardanti l’inchiesta della procura sulla Scuola Padana. Se è vero, tutto ciò non è bello.

SCHERZA COI FANTI…- Testè celebrata la Giornata della Memoria, in ricordo dei martiri dei lager, a Busto Arsizio infilano una gaffe mostruosa. Il comune vuole inserire nello statuto comunale il riferimento alla “radici giudaico cristiane” delle nostre comunità. Si capisce lontano un miglio che la frase mira solo a rifilare l’ennesima pedata nel sedere agli islamici, considerati alieni rispetto alla nostra storia. Ma i casi sono due: o le “radici giudaico cristiane” fanno riferimento al patrimonio culturale dell’Antico Testamento (ma in questo caso gli islamici diventano nostri parenti stretti, perché anche loro si riconoscono nella Bibbia), oppure quella affermazione è una specie di Ogm della storia, di patacca mai esistita. I rapporti tra cristiani ed ebrei, infatti, per secoli sono consistiti nel fatto che i primi hanno preso a mazzate, perseguitato, cacciato, rinchiuso nei ghetti e sterminato i secondi. Brutto affare quando si comincia a giocare a dadi con la storia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Febbraio 2005
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