Consiglio regionale approva Piano sangue e plasma 2005-2009
Il testo approvato garantisce i livelli di autosufficienza regionale del "sistema - sangue"
La Regione Lombardia ha il nuovo Piano Sangue e Plasma, valido per il quadriennio 2005-2009.
Il provvedimento – che regola le attività relative alla gestione regionale del sangue, del plasma e degli emoderivati – è stato approvato oggi dal Consiglio regionale con la sola astensione del gruppo della Margherita.
Il testo approvato garantisce i livelli di autosufficienza regionale del "sistema – sangue", mantiene e aumenta le procedure di sicurezza e di controllo della qualità dei prodotti e dei processi trasfusionali, definisce le strutture di programmazione ed i criteri di finanziamento.
Stefano Galli (LN), vicepresidente della Commissione Sanità e relatore del provvedimento, ha spiegato che "l’aspetto più significativo del Piano è che, dopo aver raggiunto ampiamente l’autosufficienza nell’acquisizione di sangue e plasma, possiamo ora, come Regione Lombardia, diventare anche fornitori a livello nazionale e internazionale. Al proposito sono già stati avviati protocolli di intesa con Regioni estere (per esempio, la Russia). Da segnalare anche – continua Galli – il rafforzamento dei controlli nei confronti dei produttori e dei processi di produzione e il potenziamento della cosiddetta "emovigilanza" (sistema di sorveglianza basato su una raccolta continua e standardizzata di dati e sulla loro analisi, che monitorizza tutti gli eventi inattesi o indesiderati riferibili alla donazione o alla trasfusione di sangue, compresi gli errori trasfusionali e che include dati sulla prevalenza e l’incidenza di marcatori virali nei donatori e sul numero di pazienti e dei emocomponenti trasfusi), che viene ulteriormente rafforzata, garantendo un indubbio aumento di sicurezza per i cittadini e un risparmio per la Regione che si può quantificare in circa 4 miliardi delle vecchie lire”.
“Gli aspetti più qualificanti di questo piano –ha evidenziato da parte sua l’Assessore regionale alla Sanità Carlo Borsani (An) – riguardano la programmazione della raccolta e dell’appropriatezza dell’uso del sangue a livello di ciascuno dei 15 Dipartimenti di Medicina Trasfusionale(DTME) distribuiti sul territorio e il sostegno alle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che hanno un ruolo fondamentale ed insostituibile. Ciascun dipartimento sarà autonomo nel raggiungimento degli traguardi previsti dalla programmazione regionale, con l’obiettivo di garantire l’autosufficienza per ciascuna area, di concorrere alla autosufficienza nazionale e di partecipare a programmi di solidarietà extranazionale”
Le strutture di programmazione previste dal Piano sono: la Commissione Tecnico Scientifica, il Centro Regionale di Coordinamento e Compensazione (CRCC), i Dipartimenti di Medicina Trasfusionale ed Ematologia(DMTE), oltre alla struttura competente all’interno della direzione generale Sanità. Le strutture per la gestione delle attività trasfusionali sono i Servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) e le unità di raccolta (UR).
Il testo di legge riconosce inoltre l’importanza delle Associazioni e Federazioni dei donatori, ne promuove lo sviluppo associativo ed intende tutelarne l’autonomia.
Con questo testo, inoltre, ci si impegna a completare il collegamento, in un’unica rete informativa dedicata, delle strutture di programmazione e delle strutture trasfusionali fra loro.
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